news 06.02.12
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Maggio 2011. Nuovo album in uscita.
TV Lumière:
Addio! Amore Mio
Label: Acid Cobra Records (AC009)
- Ufficio stampa: Lunatik
Distribuzione: Venus ( ITALIA), CD1D
(FRANCIA) + Believe (Digital)
Data di uscita: 23 maggio 2011
Album disponibile in formato CD e Digital
http://tv-lumiere.believeband.com
- http://www.acidcobrarecords.com
I TV Lumière tornano dopo tre anni da "Per amor dell'oceano"
con un nuovo lavoro: "Addio! Amore mio" che uscirà per la Acid
Cobra Records di Amaury Cambuzat il 28 Maggio.
La band, formatasi nel 1999, ha condiviso il palco con gruppi affermati come
Calla, l'Enfance Rouge, Trumans Water, Ulan Bator, Hugo Race e altri ancora.
E' un mix perfetto che ci ricorda alcune opere degli Swans ma con un cantato
autorale nella lingua di Dante. Il tutto supportato da melodie strumentali morriconiane.
Con queste coordinate musicali arrivano a uno stile e a un’identità
vera, originale.
Come per il loro primo lavoro, il gruppo ha deciso di dare carta bianca al produttore
Amaury Cambuzat (ULAN BATOR, Faust) per il missaggio del disco.
Una bufera di freddo perfetta per le nostre future insonnie estive...
Registrato da: Giorgio Speranza con Alessandro Beltrame ed Amaury Cambuzat @
Pan Pot e Skylab studio (Terni - IT)
Mixato da: Amaury Cambuzat @ Analphabet City studio (Milano - IT)
Mastering: Carl Saff (Chicago - USA) - Grafica copertina: Mirko di Francescantonio
- Illustrazioni: Kain Malcovich - Foto: Maurizio Antonelli
Track-list:
1. LA CONDANNA 2. TRANSOCEANICA 3. DE ROSARIO 4. UN FIORE PER IL CAPITANO 5.
LA LETTERA 6. A.M.A.N.O
7. DA QUANDO MI HAI ABBANDONATO… 8. AGO E FILO 9. SCENA MUTA 10. L'OSPEDALE
VECCHIO /I SETTE GIRI DEL CORRENTE
Formazione:
Federico Persichini – Voce, Chitarra
Ferruccio Persichini – Chitarra, Piano
Irene Antonelli – Basso, Voce
Yuri Rosi – Batteria, Percussioni
Ospiti musicisti:
Amaury Cambuzat (Ulan Bator)
Rafael Bord (The Somnambulist)
http://www.tvlumiere.it
TV Lumière discografia:
"TV Lumière" - 2005 - tele_noise art (Venus)
"Per Amore dell'Oceano" - 2008 - Seahorse Recordings (Goodfellas)
"Addio! Amore Mio" - 2011 - Acid Cobra Records (Venus)
interviste:
mar. 24.01.12 - TELE GALILEO - "Speciale TV Lumière" su Music Attack
dom. 26.06.11 - RADIO ORIZZONTI
mar. 28.06.11 - RADIO ONDA D' URTO
mer. 29.06.11 - RADIO CAPODISTRIA
gio. 30.06.11 - WEB RADIO NETWORK
dom. 31.07.11 - RADIO SHERWOOD
TV Lumière - "Addio! Amore Mio" (Acid Cobra Records/Venus/CD1D, 2011), da Rockerilla n. 370 - giugno 2011 - recensione - 7/10
"Addio! Amore mio" non è un disco che capita, la musica stessa dei TV Lumière è un'esperienza da scegliere perchè va vissuta con la dovuta partecipazione. Slow-Core, Noise, Dark sono le tinte musicali riconducibili ai loro brani, che incedono guidati dallo spirito guida di Ian Curtis e una vocalità simile in alcune litanie a quella di Lindo Ferretti. Il carattere narrativo delle liriche, aiutato da una costruzione musicale emotiva capace di fortissimi come di minimalismi post, completa il processo di abbandono in questo limbo musicale, teso, scuro, eppure smagliante di una visionarietà cinematografica in bianco e nero. A chi crede che la bellezza si nasconda nell'ombra questo disco non potrà non piacere.
Osvaldo Piliego
TV Lumière - "Addio! Amore Mio" (Acid Cobra Records/Venus/CD1D, 2011), da www.saltinaria.it - 02.12.2011 - recensione - 10/10
Non si può fare altro che ascoltare, mentre si ascolta “Addio! Amore Mio” dei TV Lumière… L'interazione musicisti/produttore (Amaury Cambuzat) realizza una sequenza poetica intima, dotata della morbidezza tipica di un blu che dirige verso il cuore come una condanna al mare aperto. Vengono narrate con morbidezza emozioni forti, basse, facendole risuonare più in alto in modo nobile attraverso un amalgama omogeneo, mai puntuto, privo di eccessi, quasi a richiamare scenari western, caldi e alieni, atemporali come lo scorrere dei grani di un rosario tra dita assorte. Con la linearità di un carillon appena caricato e l'irruenza lasciva di una farfalla mossa da aneliti caldi che non trova riposo se non sul fiore, viene detto solo ciò che si vuole dire, come in una lettera d'amore stesa in una nitida e fumosa oscurità su fogli quali litanie musicali. Sono fragranze estreme ed opache, come il benessere tipico dell'oppio, che inducono alla tranquillità degli individui che si amano e scambiano ruvide carezze di passione reciproca. Piano piano ci si sente abbandonati in un romanticismo da Lungo-Senna parigino, avvolti da una nebbia calda, dalla grana grossa, accogliente, sbarazzina; ci si sente come in un vestito, impreziosito da radi e piccoli grezzi inserti metallici che catturano gli occhi di chi ascolta, confezionato su misura con ago e filo sul fluire delle parole da un sarto navigato. Parole sorde di una scena muta che accompagnano una marcetta onirica, imprevista e silenziosa, dall'ingresso secco e dall'uscita umida e scivolosa che porta verso un luogo che appare simile ad un vecchio ospedale, del quale sembra quasi possibile scorgere le corsie, immerse in un costante immobile movimento viscerale dettato dal salasso curativo di soffici tappeti contrapposti a sottili aghi di endovenose allopatiche. Qualcosa di nascosto si svela sotto forma di roco e reale dato di fatto, in una corrente di flussi energetici lenti ma inesorabili, che investono e cancellano la bruttezza con il significato. “Addio! Amore Mio” può solo essere descritto, non giudicato, dire che non è radiofonico è scontato.
Pietro Gualdi
TV Lumière - "Addio! Amore Mio" (Acid Cobra Records/Venus/CD1D, 2011), da Rumore n. 236 - settembre 2011 - recensione - 7/10
Si, c'è e si sente. E' la longa manus di Amaury Cambuzat alla produzione artistica che dilata e ingarbuglia tutte le trame sonore di "Addio! Amore Mio", terzo lavoro dei TV Lumière, il titolo nostalgicamente modugnano - che ricorda peraltro il tragico congedo finale delle lettere dei partigiani condannati a morte durante la Resistenza - preannuncia densissimi disimpegni cantautoriali attraversati da una nera anima elettrica, qui oltremodo ottenebrata dall'energia visionaria del musicista francese. La greve liricità delle composizioni fa il resto, accentuata peraltro dall'approccio quasi declamatorio di Federico Persichini alla voce, vomitando opprimenti parole di abbandono, dolorosa rassegnazione e prosciugamento emotivo, quasi a snocciolare quella che a tutti gli effetti risulta essere una parata dark-cantautoriale di soniche nature morte metanarrative. A farci dimenticare la prolissità di alcuni passaggi le seducenti suggestioni marziali di scuola Swans, impreziosite da scenografici inserti post-rock velatamente morriconiani.
Antonio Belmonte
TV Lumière - "Addio! Amore Mio" (Acid Cobra Records/Venus/CD1D, 2011), da www.liabilitywebzine.com - 16.12.2011 - chronique
Encore un groupe dont l'Italie a le secret. TV Lumière, sur lequel plane l'ombre de Swans (leur bio le rappelle très bien : on retrouve chez eux le même type de voix caverneuse et profonde, le même type d'emphase, de volume sonore, de gravité...), produit ici un troisième album qui flirte également avec leurs compatriotes de Spiritual Front. Enfin, musicalement parlant parce qu'il n'est pas certains que les deux groupes abordent les mêmes thèmes. En tout cas, Addio ! Amore Moi impressionne de bout en bout, aimant les morceaux aux structures alambiquées. Elles ne sont pas forcément complexes (cf Transoceanica) mais elles aiment prendre le plus de place possible et vagabondent volontiers mettant un point d'honneur à faire sortir de l'ombre une musique puissante et qui pèse chacune de ses notes pour qu'elles soient le plus efficaces possibles. Ce disque est donc certainement des plus appliqués mais il n'est pas sans âmes. On peut faire confiance aux frères Persichini et à leurs deux acolytes (Irene Antonelli et Yuri Rosi) pour que l'ensemble produit ne donne jamais l'impression d'une copie trop scolaire. Entre Swans et Spiritual Front donc mais pas seulement. Les influences du groupe, on s'en doute, sont beaucoup plus large. C'est pour cela qu'il serait inopportun de les résumer à des références restreintes. Le spectre de TV Lumière est plus large et ils le disent eux mêmes. Leur inspiration va donc de Godspeed You ! Black Emperor, Calla ou Ulan Bator (comme par hasard TV Lumière signe cet opus sur le label d'Amaury Cambuzat qui participe volontiers au disque). Avec un peu d'effort on pourrait citer une multitude de groupes qui ont suivi les traces de la création de Michael Gira et ce dans quel que soit le cercle d'influence dans lequel ils pouvaient se trouver. Mais nous ne sommes tout de même pas là pour faire du name dropping et quand bien même on pourrait accoler bon nombre de noms à leur musique, il n'en demeure pas moins que TV Lumière possède une aura bien plus forte que celle d'un groupe qui ne se contenterait que de copier de glorieux ainés. On en revient toujours à la même chose. Qu'est-ce qui fait la différence entre ceux qui ont une vraie identité et ceux qui ne font que réciter ? A tous points de vue, TV Lumière fait partie de la première catégorie.
par Fabien, chronique publiée le 16-12-2011
TV Lumière - "Addio! Amore Mio" (Acid Cobra Records/Venus/CD1D, 2011), da www.lisolachenoncera.it - 20.07.2011 - recensione
Addio! Amore mio: i Tv Lumière spalancano la porta sul buio dell’addio, su colpe, nevrosi e solitudini, su un abisso di silenzi riempiti con suoni scelti per scivolare piano nelle vene e nei pori, come vento e veleno, su un baratro di colori violenti. Questi ultimi non abitano tanto o solo nelle parole, curate ed ermetiche, dei testi in italiano, quanto nei lunghi momenti strumentali dell’album: ad affrescare le tenebre del cuore ci pensa un post-punk che nei violini dell’ospite Rafael Bord (The Somnambulist), nei synth di Un fiore per il capitano o nella triste sinfonia sacrale Da quando mi hai abbandonato…, nelle linee di piano e nella voce di Federico Persichini ricordano i Dead Can Dance e i loro suoni dilatati, ma anche le atmosfere senza luce, stile vocale ed arrangiamenti ipnotici no-wave dei Swans di Michael Gira. La succitata Da quando mi hai abbandonato…, una lenta traccia spoken con sogni di «cani che mi sbranavano il cuore» e un dolore che sventra e trasforma in automi svuotati, e la precedente strumentale A.m.a.n.o. rievocano anche a tratti stile e mood, disilluso rogo di sogni, di alcuni brani dei Massimo Volume. Chitarre post-rock a pennellate corpose, in riff dolorosamente ossessivi o in stilettate di distorsioni, accolgono campionamenti e synth spettrali, che guardano al kraut-rock; è evidente d’altronde la mano e l’influenza del produttore Amaury Cambuzat e dei suoi Ulan Bator. Ma la densa malinconia del sound dei Tv Lumière ha ormai un prezioso spessore qualitativo del tutto personale, che sa anche assumere cadenze e afflato cinematici (Transoceanica, il cui pathos si gonfia sull’onda di cori ripetuti e di una tempesta vorticosa di violini, in una ritmica impetuosa e camaleontica da lode), distillare suoni come pura essenza di stati d’animo, o accendersi nel ritmo di De Rosario, che da apparire quasi brillantemente latino si fa instabile e cangiante, con evanescenze sonore space-rock. Tra marce solenni e tetre, chiuse incendiate dal noise, momenti strumentali rallentati, arpeggi struggenti e riff incalzanti, il quartetto umbro ci regala un ottimo album, imperioso e al contempo onirico. L’Italia è purtroppo patria avara dei musicisti sperimentatori che non si accontentino di vestire i panni dei menestrelli, ma con classe e gusto contaminino generi e umori, partorendo con cura e fatica suoni di tale potenza evocativa, ma auguriamo la meritata fortuna ai Tv Lumière e alle loro ombre sonore abbacinanti.
di Ambrosia Jole Silvia Imbornone
TV Lumière - "Addio! Amore Mio" (Acid Cobra Records/Venus/CD1D, 2011), da www.sentio.it - 23.01.2012 - recensione
Crepuscolare. Così appare, ad un primo ascolto, il nuovo Lp dei TV Lumière. Distorsioni, tonalità grevi, atmosfere dark e post-rock; e poi ancora voci sussurrate, melodie oniriche congiunte ad influenze spettrali (Un fiore per il capitano). L’intensità alberga in questo spazio e si manifesta all’insegna di armonie a volte maestose, talvolta meste: innegabilmente avvincenti. Il raffinato gusto per la sperimentazione sfodera un disco fresco, dal taglio vario ed estremamente personale: dall’incedere lento dell’ouverture (La condanna) arriva De Rosario a rallegrare gli animi, benché rappresenti un rapido intervallo per la strumentale A.m.a.n.o subito seguita da Da quando mi hai abbandonato, angosciosa ballata che narra la fine di un amore per cause oscure; ma se gli squarci del cuore si rammendano con Ago e filo, i silenzi valgono più di mille parole (Scena muta).
di Gabriella Scafuri
TV Lumière - "Addio! Amore Mio" (Acid Cobra Records/Venus/CD1D, 2011), da www.spaziorock.it - 30.08.2011 - recensione - 8/10
Tv Lumière è una formazione indie rock italiana formatasi nel 1999 che oggi torna a farsi sentire con “Addio! Amore Mio”, terzo capitolo di una discografia che ha già concesso ai Nostri di togliersi parecchi sassolini dalla scarpa (i concerti in compagnia di act affermati quali Calla, l'Enfance Rouge, Trumans Water, Ulan Bator e Hugo Race parlano chiaro, in questo senso, ma anche le collaborazioni con Amaury Cambuzat degli stessi Ulan Bator e Rafael Bord dei The Somnambulist). Se la press note in nostro possesso descrive l'album come “una bufera di freddo perfetta per le nostre future insonnie estive”, il titolo dell'inciso riflette perfettamente quanto racchiuso nei suoi undici episodi, consegnandoci una ricca selezione di canzoni meste e malinconiche, spesso al limite della rassegnazione... “Ognuno va incontro al proprio destino e cadrà”, così canta Federico Persichini nella disarmante “Transoceanica”, un viaggio verso gli umori più mesti guidato da una batteria leggera ma ossessiva e da una chitarra che potrebbe tranquillamente appartenere ad un gruppo shoegaze d'annata, un viaggio che sfuma in un finale rumoroso sul quale si stagliano archi lacrimosi, chiamando in causa il post rock più elegiaco. La Gran Bretagna torna ad affascinare il quartetto con le allucinazioni psichedeliche di “De Rosario”, quasi prese in prestito da uno dei primi lavori dei Pink Floyd. Eppure, non troviamo soltanto la tradizione d'oltremanica nel sound dei Tv Lumière; il richiamo all'indie rock dei Baustelle è evidente, vuoi per il timbro leggermente cupo di Persichini che tanto ricorda quello del collega Francesco Bianconi, vuoi per quel modo di raccontare la vita un po' snob e neodecadente, ma sempre contraddistinto da un tono poetico e colto, vuoi per quei testi che rendono un sentito quanto doveroso tributo alla lingua di Dante... Le canzoni di “Addio! Amore Mio” si susseguono come una lenta ed inquieta marcia verso il rimpianto e l'annichilimento totale, mentre la bufera di neve si fa sempre più vicina, tra un capolavoro dalle tinte dark (“A.m.a.n.o.”) e uno spettrale “ballata” per pianoforte (“L'ospedale Vecchio”) e desolanti atmosfere post-belliche (“I Sette Giri Del Corrente”). Le emozioni emergono in maniera talvolta dimessa, ma i Tv Lumière non tradiranno le aspettative di coloro che amano l'indie rock più tetro e nostalgico. Promossi a pieni voti.
Marco Belafatti
TV Lumière - "Addio! Amore Mio" (Acid Cobra Records/Venus/CD1D, 2011), da www.music-on-tnt.com - 27.06.2011 - recensione
Da dove arrivano i TV Lumiere? Questa è la domanda che mi sono posto appesantito dal fatto di averli persi nel dedalo infinito di proposte e scoperte degli ultimi anni. Ahimè non ne sapevo nulla, lo ammetto, ma ora arricchito di splendide sensazioni mi ritrovo a rincorrere la storia di questo quartetto. L’ensemble proto-concettualistico trova la sua genesi nella Berlino di Federico e Ferruccio Persichini, anime umbre della band. Tra krautrock ed influenze disparate il duo assieme a Yuri Rosi alle pelli ed Irene Antonelli al basso e controcanti, trovano la giusta dimensione artistica con questo Addio! Amore mio, anche grazie all’esperienza raffinata di Amaury Cambuzat, anima e corpo dei francesi Ulan Bator, posto alla produzione artistica. Questo terzo disco arriva grazie alla Acid Cobra Records patrocinata dallo stesso Cambuzat, corredata dalla convincente matita illustrativa di Kain Malcovich, talentuoso artista capace di tradurre con poche linee e pochi colori le angosce, le paure e i timori delle liriche ermetiche della band, attraverso il viso di una donna armata di coltello, atta più alla difesa che all’attacco di quei dolori di cui si narra. Ad aprire il cassetto impolverato degli eventi è la fusione drammaturgica di La condanna, crocevia tra finzione e realtà Truffautiana, narrata dalla voce calda e profonda di Federico Persichini, che veleggia in andature minimali, dominate, come nella stessa A.M.A.N.O., da una convincente struttura ritmica, tra cambi direzionali e chitarre alternative. In entrambi i casi, come spesso accade in questo full lenght , cupezza e aria nereggiante coinvolgono in un vortice musicale che, tra bridge ben assestati e blandi climax, colano indie post rock di caratura. Non mancano poi dosi di aria lenta e posata che ci trascina in uno sviluppo deliziosamente post rock dagli echi noise ben impiantati sul sistema compositivo, proprio come accade in Un fiore per il capitano, in cui fuoriesce qualcosa di Baustellinao, anche se la cupezza e la claustrofobia lessicale è molto più evidente e scarnificata da tentazioni pop, in favore di divagazioni alla Efrim Menuck, tra morbide ed ipnotiche linee sonore. All’alternarsi di speranze (De Rosario) e pene del vivere (La lettera), si accompagnano delizie proto-prog e soffusi rumorismi, che mescolati al piano di Giorgio Speranza in Da quando mi hai abbandonato ed al violino di Rafael Bord, delimitano le pareti di una stanza musicale poliedrica, che non ha paura di inglobare sensazioni estremizzate di canto e musica. Un disco ipnotico, cantautoriale e post, che si chiude con la miscellanea alt soft rock di Scenamuta con la sua anima cinematografica e la conclusiva I sette giri del corrente , dall’animo celato nella sua diluizione portata ad un eccesso che sembra piacere ai TV Lumiere.
Loris Gualdi
TV Lumière - "Addio! Amore Mio" (Acid Cobra Records/Venus/CD1D, 2011), da www.mescalina.it - 10.07.2011 - recensione
Sound ipnotico e parole che strappano la carta mentre vengono scritte. Un concept,
una storia ed “una bufera di freddo, perfetta per le nostre future insonnie
estive…” I Tv Lumiere ritornano con un nuovo lavoro, il terzo, Addio!
amore mio, uscito il 23 maggio 2011 per l’etichetta discografica Acid
Cobra Records (prodotto da Amaury Cambuzat). Addio! amore mio è un disco
d’impatto, concettualista, affascinante e a tratti spietato. È
una raccolta di ballate indie caratterizzata dall’esperienza noise, fatta
di brani che incidono come colpi – raffinati - di martello su un muro
(L’ospedale vecchio). Certi pezzi che in qualche modo sono vicini a Baustelle
(Ago e filo) o Ian Curtis (Un fiore per il capitano), risultano, alla fine,
originali nello stile e nel modo di associare le parole alla musica. A.m.a.n.o
è uno dei pezzi più interessanti di tutto l’album: un po’
cupo, con il pianoforte che si unisce al post rock e crea, con un po’
di distorsione noise, una melodia intensa che dura 8:30 minuti circa e richiama
la visione cinematografica di un muto in bianco e nero. Addio! amore mio è
una sperimentazione, fatta di “giochi” melodici raffinati e di parole
semplici ma forti e i Tv Lumiere sono riusciti, con questo album, oltre che
ad entusiasmarci, a regalarci un pezzo di nuova musica italiana che, al di là
della complessità del disco, difficilmente potrà passare inosservato.
Molto bene, Tv Lumiere. Non mi resta che augurarvi buon ascolto! Questo è
il link da dove si può ascoltare Addio! amore mio in streaming: http://soundcloud.com/lunatik-tv-lumiere/sets/disco-tvlumiere
di Enza Ferrara
TV Lumière - "Addio! Amore Mio" (Acid Cobra Records/Venus/CD1D, 2011), da www.osservatoriesterni.it - 01.07.2011 - recensione 7/10
Sono fuori dal tempo, i Tv Lumière.
Non nel senso che non sono al passo coi tempi, ma che vivono in un tempo tutto
loro, dilatato e stretto in qualche oscuro labirinto. “Addio! Amore Mio”,
terzo disco della band umbra e il secondo prodotto dal deus ex machina degli
Ulan Bator Amaury Cambuzat, è un ritorno in grande stile. Canzoni notturne,
a volte rumorose a volte sospese, in bilico tra rock d’autore e trame
di chitarre post rock, con sprazzi di folk oscuro e lunghi finali strumentali.
Non è un caso che a metterci le mani sia stato proprio Cambuzat, lui
che con questi elementi ci ha costruito un piccolo impero. Un avvertimento:
“Addio! Amore Mio” è un disco pesante, per niente estivo.
Ma non credo sia un problema. Avete sbagliato schermo se cercate un qualcosa
di frou frou da abbinare agli infradito e agli spritz in riva al mare. Dieci
motivi per ascoltarlo:
- Perché le corde toccate dalle dieci canzoni di “Addio! Amore
Mio” sono le stesse toccate da Swans, Piano Magic, Black Heart Procession,
Mogwai, Arab Strap, gli stessi Ulan Bator, a volte i Bad Seeds di Nick Cave,
con le giuste proporzioni ma con ottimi margini di crescita.
- Perché, se è vero che si tratta di un immaginario malato e maledetto
già ampiamente sventrato, è vero anche che di fascino da vendere
ne ha ancora a vagonate.
- Perché trovare sullo stesso disco echi dei Mogwai di “Rock Action”
come le atmosfere fumose del Nick Cave da circo berlinese non capita poi tanto
spesso. Perché, a proposito di Nick Cave, “Da Quando Mi Hai Abbandonato”
è la cosa più vicina al Nick Cave di "Your Funeral…
My Trial” dal Nick Cave di "Your Funeral… My Trial”.
- Perché nonostante la predisposizione all’abbandono, non mancano
momenti sgambettanti e più vicini al folk. Provate “De Rosario”
per credere.
- Perché a disco apparentemente finito, se aspettate dieci minuti, verrà
a farvi visita una ghost track tutta lamenti, fischi, chitarra acustica e il
profumo di un eco lontano.
- Perché abbiamo tutti una parte nascosta e in penombra, e lasciarla
sfogare è salutare.
- Perché è musica che culla e mette i brividi. Anche di inquietudine.
- Perché, assieme ai siciliani Marlowe (anche se un po’ meno),
quella dei TV Lumière è una delle proposte di rock d’autore
in italiano al momento più interessanti.
- Perché il frou frou, gli infradito e gli spritz in riva al mare hanno
rotto le palle.
Zellux
TV Lumière - "Addio! Amore Mio" (Acid Cobra Records/Venus/CD1D, 2011), da www.ithinkmagazine.it - 13.09.2011 - recensione
Addio! Amore Mio è il terzo lavoro dei TV
Lumiere, un album molto interessante in cui la sperimentazione sonora la fa
da padrona. Suoni distorti e strazianti si alternano a suoni più dolci
e melodici accompagnati da una voce bassa e austera che accompagna quasi tutti
i passi dei brani, tranne per alcune lunghe aperture strumentali. L’atmosfera
di tutto quasi tutto l'album è cupa e malinconica e le chitarre sono
cariche di effetti, soprattutto riverberi e delay, con i quali riescono a dare
molta profondità ai brani. Questa è certamente una nota molto
positiva, perché le tracce, il più delle volte, superano i cinque
minuti di durata e quindi è facile intravedere la monotonia dietro l'angolo.
Invece i TV Lumiere riescono a non annoiare mai, soprattutto grazie ai riff
spesso intriganti e massicci e grazie ai frequenti giochi tra i timbri dei vari
strumenti, con interessanti inserti di violini, pianoforte, percussioni ecc.
nell'arrangiamento del brano. Il talento musicale di questi musicisti è
fuori discussione e anche il gusto personale per la composizione è certamente
alto, come si può notare dalla scelta dei campioni di A.M.A.N.O. La voce,
però, anche se intonata e senza sbavature, potrebbe risultare un po’
monotona, dato che tende ad essere spesso piatta; inoltre, in certe parti, la
stessa voce è stata doppiata con una linea melodica molto simile, il
che non fa altro che impastare ancora di più le frequenze ed alcune frasi
risultano poco comprensibili. Questo porta l'ascoltatore a concentrarsi quasi
esclusivamente sulla voce, per cercar di capire il testo, tralasciando l’ottima
cura degli arrangiamenti. C'è un'eccezione che conferma la regola, però,
e la troviamo nel brano Da Quando Mi Hai Abbandonato, in cui l’impostazione
del cantato diventa più dinamica e si alterna ad una voce femminile che
ne aumenta la forza e la melodia. L’unica traccia che mi è risultata
difficile ascoltare, anche dopo diversi ascolti, è la conclusiva I Sette
Giri Del Corrente, in cui la voce sfiora la stonatura più volte, cercando
di seguire la dissonanza della chitarra, e la metrica vocale risulta un po’
lagnosa; sicuramente questa è una traccia non necessaria all’album.
I testi, in italiano, sono molto curati e incastrati mirabilmente nella articolata
rete dei brani. In definitiva c’è tanta sperimentazione e tanta
qualità. Sicuramente un album da ascoltare in totale rilassamento e apertura
mentale.
Daniele Di Lernia
TV Lumière - "Addio! Amore Mio" (Acid Cobra Records/Venus/CD1D, 2011), da www.ondalternativa.it - 04.07.2011 - recensione - ****
Crepuscolare. Così appare,
ad un primo ascolto, il nuovo Lp dei TV Lumière. Distorsioni, tonalità
grevi, atmosfere dark e post-rock; e poi ancora voci sussurrate, melodie oniriche
congiunte ad influenze spettrali (Un fiore per il capitano). L’intensità
alberga in questo spazio e si manifesta all’insegna di armonie a volte
maestose, talvolta meste: innegabilmente avvincenti. Il raffinato gusto per
la sperimentazione sfodera un disco fresco, dal taglio vario ed estremamente
personale: dall’incedere lento dell’ouverture (La condanna) arriva
De Rosario a rallegrare gli animi, benché rappresenti un rapido intervallo
per la strumentale A.m.a.n.o subito seguita da Da quando mi hai abbandonato,
angosciosa ballata che narra la fine di un amore per cause oscure; ma se gli
squarci del cuore si rammendano con Ago e filo, i silenzi valgono più
di mille parole (Scena muta). Ed è
con l’incedere malinconico del pianoforte ne L’Ospedale vecchio
che si volge all’epilogo; tuttavia, sono i versi finali – e gli
echi folk – de I Sette giri del corrente a svelare il significato –
ormai non più allegorico – di Addio! Amore mio :
Ricordi commilitone,
il villaggio dei giochi la sera?
Tornerai a capo chino,
esempio di sola viltà.
Gabriella Scafuri
TV Lumière - "Addio! Amore Mio" (Acid Cobra Records/Venus/CD1D, 2011), da www.sherwood.it - 31.07.2011 - recensione
Un disco strepitoso "Addio amore mio":
terzo album del gruppo, appena uscito per Acid Cobra. Il diario di una perdita.
Carne viva ferita lasciata alla mercé della gente che aspetta che tu
sia debole per colpirti. E, un substrato musicale perfetto crea anche gli angoli
della disperazione, dei dirottamenti di due binari paralleli che non si incontreranno
più, delle stanze vuote, dei post-it senza più significato, attraverso
le melodie ombrose delle chitarre e del basso rese magnificamente spettrali
dal violino e dal piano (degli ospiti) e si eleva il peso delle parole che diventano
ragione.
TV Lumière - "Addio! Amore Mio" (Acid Cobra Records/Venus/CD1D, 2011), da autresdirections.net - 13 juillet 2011 - chronique
« Un poison violent, c’est ça l’amour / un truc à pas dépasser la dose ». Pattes contre terre, nouvel horizon tortueux, en rouge et noir. Plus lente, moins brutale, comme ankylosée par tant de toxicité maligne, la musique de TV Lumière n’est plus le cheval fou des débuts (Tv Lumière, 2005). Exit la lumière blanche, les coups de sang, les grandes saillies. Le souffle ébouriffant de l’électricité se fait dorénavant moins explicitement sauvage et tendu. Dans la lignée du précèdent Per Amor dell’Oceano, les frères Persichini marquent une nouvelle fois le pas. Fiévreux, feutré, cadencé. Ici plus qu’ailleurs, le quatuor Italien a la nuance presque sociable et le sens de la musicalité étendue. Ainsi Addio ! Amore Mio, troisième album à bride sensuelle et retenue, se révèle-t-il très long en bouche. Ballades ténébreuses, poisons mid-tempos, chansons de langue italienne. Les habitués de Nick Cave ou d’Howe Gelb ne seront peut-être pas perdus. A son idéal de bruit brut (Swans, Ulan Bator) TV Lumière impose désormais de plus subtils changements de couleurs et de rythmes. Ce qui s’appelle grandir patiemment, sans trop perdre de sa singularité ni de son investissement.
Par Jerome Olivier
TV Lumière - "Addio! Amore Mio" (Acid Cobra Records/Venus/CD1D, 2011), da www.indierockmag.com - 23.06.2011 - chronique
Troisième album du groupe transalpin TV Lumière, Addio ! Amore Mio est une réussite. Portée tout du long par de belles mélodies, une voix grave et profonde et de délicats arrangements, à la fois sombre et lumineuse, simple et luxuriante, cette noise élégante aime s’habiller de velours. Et c’est vrai que les voix font des merveilles, en particulier celle, habitée, de Frederico Persichini, une voix profonde et enveloppante qui surplombe l’album de sa belle majesté. Mais cette voix ne saurait suffire et ne peut cacher le travail formidable des instruments qui se montent les uns sur les autres ou bien défilent en rangs serrés et tout cela sans jamais déborder du cadre, car une autre grande réussite de cet album est sans nul doute sa parfaite retenue, une retenue qui emmène avec elle l’élégance. Et il s’avère bien difficile de se rendre compte lorsque, dans le même morceau, l’on passe d’un canevas fatigué, semblant porter sur ses épaules tout le poids du temps qui passe à quelque chose d’ouvertement noise et habité, exposant fièrement ses hématomes et ses stigmates, excepté lorsque l’on vient de passer au morceau suivant. Un disque-montagne russe où tout progresse au ralenti et aux points d’orgue nombreux : Da Quando Mi Hai Abbandonato... rappelle les Bad Seeds de Nick Cave, on penserait presque à une chanson de Tender Prey, une sorte de Slowly Goes The Night qui bifurque assez rapidement vers autre chose, toujours en prenant son temps, balançant ses arrangements languides et troublés directement dans l’œil du cyclone sur ses dernières secondes. Ou les deux visages du diptyque L’Ospedale Vecchio/Sette Giri Del Corrente, l’un porté par un piano patraque et élégant qui se balade les mains dans les poches et l’autre qui apparaît presque sans crier gare, au terme d’un très long silence, ouvertement lo-fi, complètement dépouillé et rappelant carrément Tom Waits dans sa façon de traiter voix et percussions. Et ce n’est là que pour s’en tenir à deux morceaux tant cet album est en permanence captivant. Addio ! Amore Mio est le troisième opus de TV Lumière après un éponyme en 2005 et Per Amor Dell’Oceano en 2008 et c’est très certainement leur meilleur aussi. Le premier à sortir sur Acid Cobra et connaissant les habitudes du patron, on est bien sûr peu surpris de retrouver Amaury Cambuzat à la production et au mixage mais pas seulement puisqu’il vient aussi prêter main forte du côté des instruments (e-bow, guitare slide, orgue, etc.) habituellement tenus par Frederico et Ferrucio Persichini (guitares et respectivement voix et piano), Irene Antonelli (basse profonde) et Yuri Rosi (batterie carrée). Et puis, entendre ces mots susurrés en italien auxquels on ne comprend pas grand chose si ce n’est l’essentiel - on s’en doute, le propos est bien loin d’être des plus guillerets - sur ces arrangements sombres et molletonnés procure une sensation vraiment intéressante, à la fois accueillante et malaisée, à l’instar des mélodies, graves mais lumineuses. Bref, le disque aime également les paradoxes et développe une musique en clair-obscur des plus efficaces qui n’ennuie jamais et suffisamment variée pour que l’on y revienne. Addio ! Amore Mio a tout le charme d’un flocon de neige en plein été ou d’une éclaircie qui vient transpercer un ciel noir et chargé. Écouter cet album, c’est un peu comme jouer à pierre-feuille-ciseaux, ce sont finalement toujours les doigts qui gagnent et qu’elles soient sages, relevées, crues, contemplatives ou quoi que ce soit d’autre, ce sont finalement toujours les chansons qui font mouche et c’est bien là une autre grande réussite d’Addio ! Amore Mio : ce disque est avant tout un beau disque de chansons. Construites patiemment, artisanales et élégantes, aux ambiances fortes et à l’âme bien présente. Une réussite de plus dans le catalogue d’un label qui décidément ne déçoit pas. Un disque fort. Pour se faire une (petite) idée, le trailer d’Addio ! Amore Mio, La Condanna avec une voix malheureusement très en retrait.
Par Leoluce
TV Lumière - "Addio! Amore Mio" (Acid Cobra Records/Venus/CD1D, 2011), da rss.audiodrome.it - 18.08.2011 - recensione - ****
Negli ultimi anni, l'Umbria non ha mancato di sorprenderci: dopo il discreto successo degli Slow Kinds And Fast Animals e il buon esordio dei Da Hand In The Middle, eccovi, a distanza di tre anni, il terzo disco dei Tv Lumière: Addio! Amore Mio. Il quartetto ternano, formato nel 1999 da Federico Perschini (chitarra e voce), Ferruccio Perschini (chitarra e piano), Irene Antonelli (basso e cori) e Yuri Rossi (batteria), giunge con quest'album agli onori della stampa, ricevendo recensioni benevole sia in patria sia in Francia. Merito di quest'eco in Oltralpe è forse del polistrumentista Amaury Cambuzat, leader degli Ulan Bator, il quale, senza limitarsi a offrire i tipi della sua casa discografica, ha partecipato attivamente al prodotto, collaborando alla metà delle canzoni. I pezzi, dalla struttura dilatata e di studiata articolazione, rivelano forti influssi post-rock: basti pensare alla lunga coda della traccia di apertura, “La Condanna”, dove ai cori si aggiungono sapientemente distorsioni ed effetti di chitarra (Sonic Youth docent?) oppure al convulso finale di “Transoceanica”, caratterizzato dalle nervose arcate di violino eseguite da Rafael Bord. C'è un po' di June 44, un pizzico di Mogwai, una buona dose di Swans, senza che sia possibile rintracciare un modello specifico. Del resto si tratta di un gruppo di carattere, aperto a molteplici influenze: non mancano melodie baustelliane, sonorità space (che seguono, a corollario, l'inizio insospettabilmente folkeggiante di “De Rosario”) e neppure un pianismo che ricorda quello di Satie (“L'Ospedale Vecchio/I Sette Giri Del Corrente”). Il buongusto della band è messo in rilievo dai pezzi strumentali, cioè “A.M.A.N.O.”, col suo brusio di radio in sottofondo, e la “Scena Muta”, una riuscita introduzione all'ultimo brano. Degno di nota è il lavoro del batterista abile sia nel sottolineare certi fraseggi (“La Lettera”), sia nello smorzare con ritmi di marcia le plumbee atmosfere del cd (“Un Fiore Per Il Capitano”). I testi, intrisi di composta tristezza, uniti dal fil rouge tematico di amori finiti male, sono di buona fattura, sebbene odorino di libresco e di anticato. Hanno poi il merito, grazie a efficaci accorgimenti, di sfatare il luogo comune che la lingua di Dante mal si sposi col rock e i suoi sottogeneri: il ricorso a parole tronche in fine verso, ad esempio, permette al cantante di sostarvici senza creare goffi spostamenti d'accento. Il momento in cui musica e testi raggiungono la perfetta simbiosi è “Ago E Filo”, summa della loro poetica e della loro estetica. Un lavoro né immediato né leggero, ma in grado di conquistare al primo ascolto. Un consiglio: quando avrete finito di ascoltare l'ultima canzone, “L'Ospedale Vecchio/I Sette Giri Del Corrente”, aspettate 10 minuti a togliere il cd dallo stereo...
A cura di: Marco Luchi
TV Lumière - "Addio! Amore Mio" (Acid Cobra Records/Venus/CD1D, 2011), da musicplus.it magazine - estate 2011 - recensione
I TV Lumière ritornano nei negozi di dischi con Addio! Amore Mio, prodotto come il precedente capitolo da Amaury Cambuzat (Ulan Bator). Il gruppo umbro-tedesco è interprete di un suono che richiama le marce militari degli Swans, il rumore dei Sonic Youth e le atmosfere dark dei Bauhaus. La scelta di testi in italiano permette all'ascoltatore di gettarsi a capofitto in storie allucinate ed allucinanti, in personaggi condannati alla morte, in occasioni perdute, in eroi traditi. Il suono, man mano che le canzoni avanzano, si fa sempre più cupo, lasciando pochi sprazzi di luce (De Rosario), con la voce di Federico Persichini che attinge a piene mani dal neo folk. Nick Cave, Birthday Party e tutto il rock di matrice post atomica è dentro a questo album. Un album sonico. Un album di addii.
TV Lumière - "Addio! Amore Mio" (Acid Cobra Records/Venus/CD1D, 2011), da www.loudvision.it - 23.08.2011 - recensione 7/10
Come Giovanni Bianconi, ma più grave. Se avete in mente l'operato dei Baustelle e in particolare la voce del leader Giovanni Bianconi, sappiate che i TV Lumière li battono abbestia. Non per bravura o talento: il gruppo umbro si cimenta in un post-rock che muta fino a raggiungere le rive dello slowcore e persino della performance poetica, cosa che li rende totalmente diversi dai colleghi di Montepulciano. Qui si tratta piuttosto della voce, ben più grave e intensa, la quale si sposa a meraviglia con le atmosfere cupe e tetre disegnate dalla lentezza della batteria e dalle tastiere inquiete. Chitarre sommesse e parole d'amarezza dipingono un quadro grigio e buio in cui la coerenza dei titoli viene rispettata sino al termine delle undici tracce. Ascoltare questo disco è come immergersi in un film noir misto a un'opera teatrale decandentista di fine Ottocento, dove le persone camminano senza guardarsi in faccia e consumano le proprie vite nello stesso modo in cui una sigaretta muore divenendo brace. Di conseguenza, non farà per voi qualora foste seguaci del Nyan Cat.
Autore: Gadis Argaw
TV Lumière - "Addio! Amore Mio" (Acid Cobra Records/Venus/CD1D, 2011), da www.benzinemag.net - 27 juillet 2011 - chronique
Avec son troisième album, TV Lumière n’en finit pas d’améliorer son post-rock à l’italienne pour ce qu’il convient d’appeler l’album de la maturité. Sous la férule de producteur Amaury Cambuzat (leader d’Ulan Bator et boss du label Acid Cobra Records), le quatuor emmené par les frères Persichini (plus Irene Antonelli à la basse et Yuri Rosi à la batterie) arrive à se distinguer un peu de la concurrence notamment par l’utilisation de la trop rare langue italienne dans le genre post-rock. Passé la première surprise, égale à celle de Migala avec la langue espagnole, on se dit que la voix grave de Federico dans un chanté parlé intimiste fait partie du charme étrange véhiculé par Adio Amore Mio. Derrière l’ambiance est froide mais cette petite touche latine est toujours présente associée ça et là à quelques sonorités Ennio Morriconienne – comme une autre trace diffuse d’italianité – (Transoceanica, scena muta). TV Lumière utilise le chant mais avec parcimonie. Parfois, la voix court sur tout un morceau comme un vrai groupe de rock qu’il est aussi (Ocae Fila). Mais plus généralement, le groupe aime jouer les prolongations et étirer sa musique sur de longs instrumentaux, nuançant le propos, se laissant glisser sur une longue vague sombre et mélancolique. Celle-ci peut prendre ampleur et véhémence (la Lettera) mais le groupe ne tombe jamais du côté noise de la force. TV Lumière est cold wave dans l’esprit, pas si éloigné de Cure, mais dans une transcription qui aurait rencontré entre temps l’indie rock de Calla, le post-rock de Godspeed You ! Black Emperor et autre musique plus abstraite. Pas de rupture de ton mais plutôt de lentes progressions particulièrement envoutantes (A.m.a.n.o.). Un peu à part sur le disque, Rosario commence à faire souffler le vent d’un rock de l’Ouest fait de pierre et de sable pour dériver vers un ambiant vaporeux, comme une sublimation des éléments. TV Lumière est ainsi : familier dans cette belle tristesse, aux bords du gouffre des musiques plus expérimentales (sans jamais y tomber) mais terriblement humain.
Par Denis Zorgniotti
TV Lumière - "Addio! Amore Mio" (Acid Cobra Records/Venus/CD1D, 2011), da thewebzine.wordpress.com - 23.06.2011 - recensione
Elegante e ricco d’immagini e colori: Addio! Amore Mio è un disco completo che noi definiremo quasi l’evoluzione post-rock di una contaminazione virale tra Baustelle, Offlaga Disco Pax e Giardini di Mirò, con sonorità internazionali. La voce, incandescente e soffuso meccanismo di propaganda sperimentale, riempie solo i momenti più delicati e lascia agli strumenti il protagonismo che solitamente compete a dischi noise o post-qualcosa. I TV Lumière sono, anche per questo, una formazione interessante, i cui brani raccontano storie che le parole difficilmente riescono a descrivere senza l’ausilio della musica. La malinconia quasi esistenzialista disegna variopinte tele d’avanguardia, alla faccia di tutti i proclami alternative della nostra nuova tradizione nazionale. Rapiscono, quasi sequestrano, l’ascoltatore con i tortuosi voli di pianoforte in “A.m.a.n.o.” e le scintille post-rock ultraritmate di “De Rosario”. I titoli, un po’ fuori luogo a volte, sembrano voler significare sempre il contrario della canzone stessa (“La Condanna”, “Ago e Filo”). La comunicazione pare sempre interrompersi, ma l’opera trova una sua concentrazione solo dopo un doveroso assorbimento nel tempo. Il rischio della troppa diluizione c’è, ma lo si smembra pian piano, carpendo i segreti di questo sound che si frappone certamente tra la nostra tradizione strumentale troppo saldamente ancorata ai GDM sopracitati (e, quando c’è di mezzo il piano, un po’ ai momenti meno suonati degli …A Toys Orchestra) e quella ultimamente così declinata dai Mogwai. Le scelte un po’ garage nel sound gli danno un’aura da band emergente che ne nobilita lo stile. E’ trascinante, a suo modo sfacciato, e non si lascia schiacciare dal peso delle influenze troppo evidenti. TV Lumière è un progetto a sé stante, lontano dal perdere il dono dell’originalità, infuso dal tocco classico ma contemporaneamente sperimentale di una band che dimostra abilità e maturità compositiva in ogni nota. Senza gridare al miracolo, parleremo di questo disco per qualche mese come un delicato diversivo alla musica di tutti i giorni, o un palliativo per le delusioni che accompagnano sia la nostra scena mainstream che quella underground. Ci si sta risvegliando? Ce lo dirà il loro prossimo full-length.
Brizz89
TV Lumière - "Addio! Amore Mio" (Acid Cobra Records/Venus/CD1D, 2011), da www.bluradioveneto.it - 21.07.2011 - recensione
Se cercate un disco per l'estate avete probabilmente sbagliato indirizzo, sempre che la vostra estate reale od immaginaria coincida con la sacrosanta triade sole mare amore. Se invece siete del parere del crooner d'antan che consolava le sue delusioni sentimentali con la liberatoria catartica e mitica invettiva "odio l'estate", allora, forse, questo disco fa per voi. Gelo, distacco, austerità e solennità sono le caratteristiche fondamentali di "Addio! Amore mio" di Tv Lumiere. Una riuscita testimonianza di fede assoluta ad un immaginario che si è evoluto dal post punk più oscuro, passando per più o meno esoterici clangori rumoristi, fino alla riscoperta della canzone come rito ancestrale ed apocalittico. Il colore è rigorosamente scuro e la resa dell'album è assolutamente all'altezza della difficoltà dell'intento. Canzone d'autore con un maturo retrogusto di maliconia memore del declino lento ed inarrestabile dell'occidente. Produce Amaury Cambuzat, vecchio lupo di mare dell'indie più marginale ed autentico.
Luciano Marcolin
TV Lumière - "Addio! Amore Mio" (Acid Cobra Records/Venus/CD1D, 2011), da www.foutraque.com - 28.06.2011 - chronique
TV Lumière est un quatuor italien qui existe depuis 1999 et Addio ! Amore Mioest leur 3ème album. Comme sur le 1er album, le groupe a une fois de plus donné carte blanche à Amaury Cambuzat (Ulan Bator/Faust) pour le mix des 11 titres. TV Lumière chante en italien, et chez eux cette langue sonne divinement bien à l’oreille. Leur musique est teintée d’ambiance cabaret/théâtre/polard, quelque part entre Crime & The City Solution, Tuxedomoon, Minimal Compact, And Also The Threes, les Swans en version acoustique et une petite pincée d’Ennio Morricone dans la guitare. Leur musique possède beaucoup de clase, d’atmosphère sombre, de psychédélique habité et des harmonies recherchées qui donnent à l’auditeur une part importante au rêve, à l’imaginaire. Chaque titre est à lui seul une petite histoire qui pourrait prendre la forme d’un court métrage. La voix grave et trainante de Frederico Persichini donne beaucoup de relief aux morceaux. Et quand derrière une voix féminine et un violon viennent compléter le tableau, c’est clair, on est transporté. Rien à dire, les 11 titres de l’album sont très riche, chaque écoute réserve ses surprises. N'allumez plus le poste TV et restez branché sur la platine TV pour écouter cette petite merveille. Seul petit bémol, le dessin de la pochette. Il ne reflète pas l’ambiance sombre et cinématographique (style polard urbain 70’s) de l’album.
Par Paskal Larsen
TV Lumière - "Addio! Amore Mio" (Acid Cobra Records/Venus/CD1D, 2011), da www.sound36.com - 12.06.2011 - recensione
Il titolo del nuovo disco dei Tv Lumiere è emblematico e racchiude in tre parole tutta l’atmosfera dell’album. Addio! Amore Mio. E’ un disco forte, gelido, desolante, doloroso. La storia di questo gruppo si articola su 3 dischi (compreso il nuovo) partendo nel 2005 con un disco omonimo e proseguendo nel 2008 con Per Amore dell’Oceano. Tutti lavori rigorosamente indipendenti e prodotti con pochi mezzi economici, ma con tanta passione espressiva. Il terzo e nuovo disco Addio! Amore mio esce per l’etichetta Acid Cobra Records e viene prodotto da Amaury Cambuzat, nome noto per essere il leader degli Ulan Bator. La musica dei Tv Lumiere viene volorizzata in questo disco proprio dalla preziosa collaborazione artistica con Amaury, il quale potenzia le linee cupe e rumorose della band. Il disco è una lunga ballata nelle profondità dei tormenti amorosi, è un continuo scorrere di immagini sfocate di filmini in super8. Il cantato sussurrato di Federico si poggia sulle chitarre ripetitive di Ferruccio. La ritmica di Irene e Yuri guidano i crescendo emotivi fino a colmare totalmente lo spazio circostante. Il lavoro dei Tv Lumiere sperimenta linguaggi catartici in lingua italiana ma con corde musicali internazionali. Ora le note sembrano essere dolci e accattivanti, la bufera di neve è dietro l’angolo, pronta a travolgere e a scatenare inquietudini e ricordi. Addio! Amore mio è un disco coraggioso e dalle idee chiare, la band si impegna molto a caratterizzare il loro stile e a dare forti emozioni a chi li ascolta.
Claudio Donatelli
TV Lumière - "Addio! Amore Mio" (Acid Cobra Records/Venus/CD1D, 2011), da www.muzzart.fr - 05.06.2011 - chroniques
On ne présente plus Acid Cobra Records, le label tenu par Amaury Cambuzat d'Ulan Bator, qui nous a déjà réservé de nombreuses bonnes surprises comme Chaos Physique, Sexy Rexy, V13 ou The somnanbulist. Autant de groupes souvent expérimentaux, à la musique racée et changeante dans ses humeurs. TV Lumière s'inscrit dans cette catégorie et les frères Persichini signent désormais, avec Irene Antonelli à la basse et Yuri Rosi à la batterie, et ce depuis une petite dizaine d'années, des oeuvres recommandables, dont l'aboutissement se situerait sur cet opus. Soudé et expérimenté (il a, tout de même, partagé la scène avec Ulan Bator, Calla ou l'Enfance Rouge), TV Lumière oeuvre dans une veine noise que modère un rock élégant et ténébreux. L'univers ainsi défini est saisissant et accroche par ses contrastes entre envolées caractérielles et distinction dans l'ornement. Le chant en Italien ajoute à sa force de persuasion, et qu'il fasse dans le soft (le magnifique Un fiore per il capitano) ou monte lentement en intensité jusqu'à malmener la quiétude assombrie de son ouvrage (La condanna), le quatuor se montre crédible, insoumis, aussi, et hautement performant. Les longs formats de certains titres n'entravent pas sa qualité; bien au contraire, ils lui permettent de développer de façon d'autant plus pertinente ses trames troublées, à la fois propres et souillées, et de valoriser un décor instrumental soigné d'une grande beauté (Transoceanica). Les climats qui émanent de cet album ne sont pas sans rappeler Morricone (ce même Transoceanica), ou l'Enfance Rouge pour ce mélange entre noise et rock lettré. On s'enivre par conséquent de la longue complainte déchirée de La lettera, ou du format plus étendu encore de A.M.A.N.O. et ses voix samplées, cinématographiques, à la Microfilm. Superbe transition avant le second volet de l'opus, ces plages de choix précédent une chanson courte et épurée, le soyeux et chatoyant Da quando mi hai abbandonato, puis une autre du même style, plus emphatique toutefois, secouée par des guitares faussement tranquilles (Ago e filo), qui font à leur tour leur preuves de belle manière. TV Lumière fait ensuite dans le plus ouvertement énervé sur l'intro de Scena muta, pour ensuite imposer une cadence saccadée, avant de nous offrir dix minutes scindées en deux parties sur L'ospedale vecchio/I sette giri del; l'une jazzy enfumée mais plutôt délicate, et l'autre dans un esprit folk dénudé, enrichissant de cette façon son panel sans faiblir une seconde. Il conclut donc sur une note légèrement différente du reste, bien qu'animée par ce même esprit libre, et livre un excellent album, à classer auprès des autres groupes de ce label plus que recommandé.
Par A good day for a trip, le 05/06/2011 - muzzart
TV Lumière - "Addio! Amore Mio" (Acid Cobra Records/Venus/CD1D, 2011), da BLOW UP n. 157 - giugno 2011 - recensione
A distanza di tre anni da "Per Amor dell'Oceano", i TV Lumière consegnano alle stampe questo nuovo "Addio! Amore Mio", prodotto da Amaury Cambuzat che ha messo a disposizione dell'uscita i tipi della sua Acid Cobra. Nel DNA della band c'è una lunga militanza, anche generazionale (sono attivi dal '99) nel circuiti post-rock, nel cui ambito hanno maturato incontri importanti, dividendo il palco con gente come Calla, L'Enfance Rouge, Trumans Water, Ulan Bator, Hugo Race, etc. Tali frequentazioni seguitano a determinare il suono della band, certamente ricco di fascino, di genuinità e persino di una forma di freschezza. E sebbene l'insieme possa a tratti apparire derivativo e di ispirazione piuttosta stanca, non di meno alcuni momenti, quali la dolente title-track o le swansiane, notevoli Ago e Filo e Scena Muta (quest'ultimo strumentale morriconiano con i fiocchi) risollevano le sorti della scaletta, indicando altresì la strada per un'ulteriore evoluzione sonora del progetto (6).
Piergiorgio Pardo
TV Lumière - "Addio! Amore Mio" (Acid Cobra Records/Venus/CD1D, 2011), da Dance Like Shaquille O'Neal - 08.06.2011 - recensione
Sound lento e disteso, melodie strumentali e concettualiste, musica ipnotica e parole scritte strappando la carta. Tutto ciò si chiama Addio! Amore Mio ed è il titolo del terzo lavoro dei TV LUMIERE, uscito per l’etichetta discografica Acid Cobra Records il 23 maggio. Addio! Amore Mio è un album indie, fatto di suoni ipnotici e spesso freddi che, tuttavia, non ti lasciano nell’indifferenza più totale. Così quelle sonorità indie che fanno assomigliare Addio! Amore Mio ad un disco degli Ulan Bator o degli Sonic Youth trova la sua “indipendenza” e originalità nelle parole che rendono l’album senza troppi filtri e negli accostamenti di noise che, modificando il suono, restituiscono un lavoro forte e interessante da ascoltare. Addio! Amore Mio sarà un album lento o di difficile ascolto, a noi è piaciuto e ve lo consigliamo.
Enza
TV Lumière - "Addio! Amore Mio" (Acid Cobra Records/Venus/CD1D, 2011), da www.letlovegrow.it - 20.06.2011 - recensione
Addio! Amore mio. La cover dà un senso di inquietudine, di guerra e di dolore; le scritte un po’ rovinate, il rosso che ricopre metà volto di una figura umana, aerei da guerra. Nel disco troverete sicuramente una parte triste e malinconica, ma gli argomenti saranno trattati non con rabbia, come si potrebbe immaginare dall’artwork, bensì con dolcezza ed eleganza. Il sound dei Tv Lumiere si mostra sin da subito, con il brano d’apertura La Condanna, elegante e raffinato. Quest’ultimo pezzo offre una coda strumentale che non annoia ma che, piuttosto, travolge l’ascoltatore con le sue distorsioni. Un sound originale e coinvolgente, supportato da melodie strumentali di tutto rispetto e cori che diventano parte fondamentale di esse (ad esempio in Transoceanica). De Rosario, con la sua ritmica veloce e le note della chitarra che le passano attraverso, è un’ondata di suoni nuovi che arricchiscono la melodia. A.m.a.n.o è invece il vero gioiellino del disco; una strumentale che rapisce l’ascoltatore e lo immerge nella malinconia del pianoforte. Da quando mi hai abbandonato è un reading triste e desolante, la chiusura di I Sette Giri Del Corrente è un pezzo elettroacustico nel quale la chitarra crea un’atmosfera tipicamente folk. I Tv Lumiere sembrano dei Baustelle post-rock; la voce, in realtà poco presente, è di un’eleganza assoluta, la parte strumentale è però il vero punto forte dell’album. Le melodie che riescono a creare sono un qualcosa che siamo poco abituati ad ascoltare, un’ondata di sonorità malinconiche fatte di pianoforte e chitarre distorte. Insomma, un disco decisamente interessante e da ascoltare. Da seguire. (6)
Alessandro Caiazzo
TV Lumière - "Addio! Amore Mio" (Acid Cobra Records/Venus/CD1D, 2011), da www.outune.net - 29.06.2011 - recensione
Il titolo del terzo disco dei Tv Lumiere dice tutto subito. Nel titolo troviamo già le atmosfere che ascolteramo: desolanti, gelide, dolorose. Il gruppo indie (per davvero) nostrano esce per l’etichetta Acid Cobra Records e viene prodotto da Amaury Cambuzat, nome conosciuto ampiamente per essere il leader degli Ulan Bator. Proprio Amaury aggiunge qualche tacca alla già valorosa qualità della band dimostrata nei precedenti lavori. Si punta qui sui landscape cupi e rumorosi del quartetto. Ballate profonde come pozzi in cui far cadere lacrime e malinconie e tormenti legati all’amore. I crescendo emotivi cercheranno di farvi risalire dall’oscurità ma la catarsi vi spingerà giù giù nell’inquietudine sotto una montagna di neve che nemmeno “Tempesta di ghiaccio “ di Ang Lee. Bravi, nonostante un cantato un po’ baustelliano.
Luca Freddi
TV Lumière - "Addio! Amore Mio" (Acid Cobra Records/Venus/CD1D, 2011), da Fuori dal Mucchio a cura di Federico Guglielmi e Aurelio Pasini - giugno 2011 - recensione
Canzone d'autore ombrosa e autunnale immersa in dissonanze e muri di rumore che occasionalmente lievitano, occupando lo spettro sonoro: ecco la poetica degli umbri TV Lumière, ancora una volta accompagnati nella loro ricerca di identità da Amaury Cambuzat (Ulan Bator, Faust). Le linee melodiche si fanno qui ancora più sepolcrali, così come la voce di Federico Persichini, e non si posso negare le parentele con certi esponenti dell'area dark e del cosiddetto folk apocalittico, e pure con la poetica di Michael Gira (un Michael Gira a metà tra Swans e Angels Of Light), anche se la qualità maggiore del progetto risiede nell'essere riusciti ad imbastardire questi elementi con spunti di Americana e soprattutto suggestioni di chiara matrice psichedelica (si ascolti l'organo spettrale sullo sfondo della più che riuscita “Un fiore per il capitano”, immersa in una nebbia pastosa che rimanda pure, per altre vie, all'alba della stagione prog italica, e chiusa da un agglomerato di suoni dai contorni sfocati e allucinati). Ricerca di identità, si diceva: il gruppo è cresciuto parecchio negli ultimi anni, qualche dettaglio va ancora sistemato e non mancano alcune perplessità (nei testi soprattutto, scritti in un italiano volutamente “desueto” ma non sempre perfettamente funzionali), ma “Addio, Amore Mio!” rappresenta senz'altro il punto di non ritorno nella ricerca di una identità solida e totalmente convincente.
Alessandro Besselva Averame
TV Lumière - "Addio! Amore Mio" (Acid Cobra Records/Venus/CD1D, 2011), da MUSIC CLUB n. 219 / www.musicclub.it - giugno 2011 - recensione
A tre anni di distanza da "Per
amor dell'oceano" i TV Lumière tornano con un nuovo lavoro prodotto
da Amaury CAmbuzat (Ulan Bator, Faust) per Acid Cobra Records.
La band, formatasi nel 1999, ha condiviso il palco con gruppi come Calla, l'Enfance
Rouge, Trumans Water, Hugo Race e altri ancora. L'esperienza acquisita al fianco
di questi artisti ha permesso ai TV Lumière di sviluppare uno stile molto
particolare e definito, un mix perfetto di melodie strumentali morriconiane,
un cantato autorale e minimalista, atmosfere post-rock, dark e ipnotiche. "Addio!
Amore mio" è un album dissonante, elegante in modo decadente e contornato,
complesso come una bufera di freddo che travolge l'ascoltatore nell'arsura delle
notti estive... Un disco da ri-ascoltare per comprendere a fondo la naruta innovativa
e passionale di una band in costante movimento...
TV Lumière - "Addio! Amore Mio" (Acid Cobra Records/Venus/CD1D, 2011), da www.alonemusic.it - 23.07.2011 - recensione
Esce il 23 Maggio l'ultimo lavoro dei TV Lumiére, intitolato Addio! Amore mio. Una depressione ispiratrice si diffonde nelle undici tracce proposte dai fratelli Federico e Ferruccio Persichini (fondatori della band) e dagli altri due membri, la chitarra di Yuri Rosi e il basso di Irene Antonelli. Il loro stile può essere considerato una sorta di poesia minimalista ambientata in scenari di fine '800 inizio '900, con forti richiami a gruppi come Swans, My Bloody Valentine o Ulan Bator. Il loro è un cantato autorale, supportato da melodie strumentali morriconiane, che permettono di arrivare ad uno stile vero, originale. I TV Lumiére con questo lavoro spalancano la porta sul buio dell'addio, su colpe, nevrosi e solitudini, su un abisso di silenzi riempito di suoni scelti con cura, per scivolare nelle vene di chi li ascolta. E' come un libro, da godere piano piano, da rileggere, far leggere agli altri, da vivere.
da Valeria
TV Lumière - "Addio! Amore Mio" (Acid Cobra Records/Venus/CD1D, 2011), da www.theshipmagazine.it - 29.06.2011 - recensione
Malinconici e cupi, i Tv Lumière ci portano in un mondo di ombre e pause, conducendoci per mano alla scoperta del male di vivere. Progetto affanscinante, questo Addio, che segue il loro ieratico “Per amore dell`Oceano”, anche se un po` troppo cimiteriale per i miei gioiosi gusti: le sonorità ricordano un cantautorato inarrivabile, il genio di Paolo Conte, ad esempio, o alcune ballate particolarmente tristi di Sergio Cammariere. Un po` difficile trovare la linea di confine tra la malinconia e la pesantezza, qui, ma una canzone o due risollevano le sorti del disco lasciando filtrare qualche raggio di luce ironica tra i testi. Sconsigliato a gente incline alla depressione: solo se siete affetti da incrollabile buonumore potete sperare di sopravvivere indenni a questo disco.
Emiliana D.
Settembre 2010. tv lumière: la condanna (video live). Regia: Alessandro Roncetti
Ottobre 2009. tv lumière: milit (videoclip out now). Regia: Paolo della Rocca e Alessandro Roncetti
ON LINE: www.myspace.com/tvlumiere
E' uscito nel mese di febbraio 2008 il nuovo album dei TV Lumière. Il disco dal titolo "Per Amor dell'Oceano" è prodotto da Seahorse Recordings e distribuito da Goodfellas. Produzione Artistica: Paolo Messere
Tornano i TV Lumière con un nuovo disco che stupirà i loro estimatori con un suono rinnovato e caldo che è frutto di un lungo lavoro di scrittura, così come della collaborazione con Paolo Messere, qui in veste di produttore discografico, con la sua Seahorse Recordings.
"Per Amor dell'Oceano" è composto in buona parte di brani che Ferruccio Persichini, che in sieme al fratello Federico ha fondato i TV Lumière quasi nove anni fa, aveva abbozzato come materiale per il suo primo disco solista. Ma insieme alla band si è successivamente reso conto che queste oscure e mature ballate erano esattamente quello che i TV Lumière cercavano per il loro nuovo album.
Cresciute poi grazie al lavoro a 4 mani fatto con Federico - che ha svolto un egregio compito di ricerca sui testi, raccogliendo informazioni e mettendo in prosa racconti sul periodo post bellico e sulla vita della gente in quel delicato scorcio di secolo - le canzoni trovano così una felice sintesi tra contenuti narrati e una forma di scrittura che rievoca, pur con approccio sperimentale e contemporaneo, l'epoca in questione. A questo si mischiano suggestioni autobiografiche, lieti e tristi eventi che hanno caratterizzato il periodo di composizione dei brani, con uno stile lirico minimale (e talvolta ermetico) che in questo disco si esprime, a differenza che nel disco di esordio, esclusivamente in italiano. La voce sempre intensa ed il cantato fortemente espressivo di Federico, coronano un lavoro poetico di grande spessore che merita un ascolto attento, capace di un reale abbandono.
"Abbiamo fatto un disco meno noise del precedente - spiega Ferruccio Persichini - è un disco fatto di ballate che dimostrano un'evoluzione dal punto di vista compositivo, secondo noi è un disco più maturo ed ambizioso - influenzato da ascolti come Nick Cave and the Bad Seeds, Angels of Light ed alcuni gruppi scandinavi degli anni '70, oltre a songwriters americani e il nostro De Andrè e i soliti poeti italiani di inizio secolo, quello scorso, da noi molto amati - che segna una svolta fondamentale nel nostro percorso artistico.
Crediamo sia un disco che esprime tutta la nostra personalità ... Chi ci conosceva e apprezzava dal primo album, quello realizzato con Amaury Cambuzat, non credo ne rimarrà deluso, non si tratta di un cambiamento radicale: si, è meno rumoroso, a parte due o tre episodi, e meno astratto, e c'è una forma canzone non delle più classiche, ma i temi e le atmosfere riconducono in tutto e per tutto al mondo TV Lumière..."
TV Lumière - "Per Amor dell'Oceano" (Seahorse Recordings/ Goodfellas, 2008), da www.losthighways.it - 10.02.2008 - recensione
A volte la poesia è un’incisione a fuoco sulla nuca, declamata col capo chino e le mani arrese, da un volto senza nome… vorrebbe esistere solo il tempo di quella poesia, “purché sia lieto a ricordar“. Anche la musica a volte, ha il sapore del buio e dei ricordi, di visioni d’inconfessabile e oscura replica, senza contorno: il rumore sa essere così lieto quando ogni silenzio sembra vano, ed ogni sussurro solo un sogno sbiadito. Nel buio di uno stanzone tre ragazzi ed una ragazza, le loro parole, i loro suoni, il loro canto, i loro indicibili timori, un televisore accesso e sintonizzato su frequenze disturbate, il solo ad illuminare col suo chiarore grigio-nero e spettrale le loro storie. Hanno iniziato più o meno così nel lontano 1999, i TV Lumière formazione umbro-laziale devota ad un dark-noise-rock oscurissimo, pessimista, elegante e che questo mese arriva a produrre per la Seahorse Recordings il suo secondo capitolo discografico dal titolo Per Amor dell’Oceano. Un lavoro completamente privo di spiragli di luce solare, alla costante ricerca di un imbrunire sonoro ed espressivo, lento, posato, definitivo, plumbeo ma egualmente illuminato da azzurri riflessi inaspettati. Federico Persichini canta in un registro da crooner baritonale e dissonante, tra Ian Curtis e Fabrizio De Andrè, vestendo la maschera di oscuro e dimesso cantastorie, cavaliere di umori tremendi e freddo cronista di visioni sognanti e notturne; le sue liriche sono bozze decadenti che sembrano ambientate in scenari insalubri di fine 800. In lenta e lunga carrellata (il minutaggio oscilla mediamente sui 5 minuti) si alternano dieci brani permeati da un incedere costantemente in tonalità minori: Prima Luce (Kart.S.FH18) è emblematica in questo senso e probabilmente è il capolavoro del disco. Fredde immagini di grandi lotte e di non senso, di sangue sparso ed ideali, di dignità mancate e muri edificati su di esse, di cifre, numeri e non-nomi, sembrano drenare come parole sciolte da pagine di storia dimenticate. L’atmosfera malsana e maleodorante di Bagno di Violenza sembra rievocare un alienato G.L.Ferretti alle prese con esoteriche immagini di guerra, mentre Disciplina e Alti Modelli è un post rock melodico e intimistico che muore in dissonanze alla Glenn Branca. Non mancano brani dal respiro più fresco e melodico come la parentesi sognante di Milit, angolo in penombra in cui ci si lecca le ferite prima di ricominciare a correre, o Canto Fermo, unico brano con testo e voce della bassista Irene Antonelli, dolce poesia alla Nico cantata in maniera sognante e rilassata, con suggestivo finale a due voci (”La nebbia sul mar avvolge velieri, anime, fiaba del guardiano del faro, sirene chiamar il suo nome. Farò di te la pietra nel mare…“). La chiusura è affidata all’eleganza postuma di Mondanità, all’insegna di una musica d’autore sempre oscura che muta in post-rock. Non è per nulla una proposta di facile ascolto e assimilazione quella di Per Amor dell’Oceano, bisogna concedergli la giusta passione per entrare nelle sue trame e concepire a fondo la sua oscura fragranza e qualità. I TV Lumière, eredi eclettici dei CSI e del rock decadente, discendenti dei Joy Division e dei Sonic Youth, si impongono con esso come band di riferimento del rock sperimentale italiano.
di Gianpaolo D'Errico

TV Lumière - "Per Amor dell'Oceano" - 55' 17'' - (Seahorse Recordings/ Goodfellas, 2008), da Komakino e Marquee-Moon - 01.10.2008 10:10 AM - recensione
Fortemente stemperati gli ardori noise del debutto [leggi passata komarece], il quartetto guidato dai fratelli Persichini si assesta su un elegante slowcore con più attenzione a strumenti acustici, e le loro oscure suggestioni stavolta diventano dieci severe ballate dal sapore passè; austere come le tematiche in cui affondano (dopoguerra e dintorni, ma niente a che spartire con le buffonate fintobelliche di tanto martial et similia) comunque emotivamente coinvolgenti, queste nuove canzoni marciano come blocco unico, quasi granitico. Non che siano inavvicinabili, anzi, ma si tratta comunque di concedergli un po' di tempo. Nel novero delle fonti ispiratrici più o meno manifeste (Nick Cave, Slint, Sonic Youth, Lydia Lunch, Dirty Three, Low) viene in mente ancora una volta Michael Gira come vero nume tutelare, di sicuro più per le decadenti atmosfere cui ci hanno abituato i suoi Angels of Light che per la ferocia disperata degli Swans (ai quali i TVL erano molto più vicini nel primo capitolo) e, restando in patria, i Massimo Volume - almeno per quella stessa sobrietà strumentale, che in qualche modo risulta "illuminata", anche nelle soluzioni più spartane. Non molto altro da dire, se non che continuo a trovare davvero bella la voce di Federico, forse proprio per quello che non piace a molte persone: per quei toni generalmente bassi e molto bassi, e per come a volte sa essere disperata e incurante di tutto. Nell'attuale panorama italiano si confermano per quanto mi riguarda tra le cose migliori degli ultimi anni. Di scena a Rome, il 4 ottobre p.v., in apertura ai Faust.
[by Antonio Olivieri]
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Tv Lumière - Per amor dell'oceano (10tx CD, 55'17'' - Seahorse rec 'o8)
- Calmed down the noise burning of their debut [read past komareview], four
piece Tv Lumière, leaden by Persichini brothers, soars upon the wings
of an elegant slowcore, with a renewed attention for acoustic instruments, -
then their obscure figures turnt into severe ballads tasting vintage; stark
as their themes (postwar and arounds, but nothing to do with wartime-wannabes
and other foolish), anyway emotionally involved with that, - and these new songs
form like a unity, almost granitic. That doesn't mean it's inaccessible, no,
anyway it needs time to get through. Besides cited and evident influences (Nick
Cave, Slint, Sonic Youth, Lydia Lunch, Dirty Three, Low) my mind comes again
to Michael Gira as their real ascendancy, - surely referring to the more decadent
lines He drawn with Angels of Light than with Swans' desperate fierceness (with
whom TVL were closer in their earlier songwriting), - and, inside the borders
of our country, with Massimo Volume - at least because of that similar instrumental
chasteness, somehow illuminated, even when such so spartan. Not much else to
say, except done i still really love Federico's beautiful voice, - maybe just
in reason of what many other people don't: those tones of his, generally slow
and even slower, baritone, it is like it was desperate and careless at the same
time. As regards me, this is among best things of latest years in italy. Next
4th October they'll be the supporting band for Faust gig in Rome.
[by Antonio Olivieri]
TV Lumière - "Per Amor dell'Oceano" (Seahorse Recordings/ Goodfellas, 2008), da www.rockit.it - 31.03.2008 - recensione
Un paio di anni
fa, su queste stesse colonne, per introdurre il debutto discografico dei TV
Lumière avevo usato la frase "Jedes Worst ist ein verlorener Kuss"
("Ogni parola è un bacio perduto"): un proverbio berlinese
che ben esprimeva la necessità di approcciare l'album con un coinvolgimento
profondo e diretto. E questo motto tedesco è una credibile chiave di
lettura anche per il nuovo lavoro della band umbra: quel "Per Amor dell'Oceano"
che, per l'appunto, re-interpreta velleità già espresse negli
episodi precedenti. Atmosfere decadenti (intinte in liriche angosciate e sonorità
incalzanti) ed una accurata ricerca sonora (seguita da Paolo Messere dei Blessed
Child Opera) sono, infatti, splendidamente riprese e trovano loro splendido
agio in canzoni come "La marcia dei bambini seri" (tagliente cantilena
scandita da una marcia marziale), "Mondanità", "Bagno
di violenza" (ingentilita dalla splendida voce di Irene Antonelli) e "La
voliera" ("Torno a casa stanco, sfinito. Come sempre lampioni si spengono
al mio passaggio. E non mi importa se lei non c'è, lei non c'è.
Alzo gli occhi e lei mi guarda e cinica. Mi parla e accusa me di colpe che non
ho").
…brani che fanno spirare una realtà claustrofobica, raccontata
con un post-rock mediato da echi noise e dark e tormentato da poesia esistenzialista,
irrorando il germogliare di una bellezza profonda e straniante. Una bellezza
percepibile solo ascoltando il disco attentamente e con il giusto stato d'animo…
ciò a rinnovare il talento dei TV Lumière: un gran gruppo che,
(nell'attuale panorama musicale), per natura e convinzione non può che
essere considerato di nicchia.
di Federico Linossi
TV Lumière - "Per Amor dell'Oceano" (Seahorse Recordings/ Goodfellas, 2008), da NERDS ATTACK! Musicaroma Underground - 10.04.2008 - recensione
La sottile linea rossa
V’è un precedente nella storia recente della musica italiana. Circa un decennio fa, i CCCP, risorti come un’araba fenice dalle proprie ceneri e riunitisi nel Consorzio Suonatori Indipendenti, aprivano nuove speranze nel panorama musicale italiano, con quello che a mio avviso è da considerarsi il loro capolavoro: 'Linea Gotica'. Dopo dodici anni da quell’ormai lontanissimo 1996, i TV Lumière danno alle stampe 'Per Amor Dell’Oceano', un disco che dimostra in più punti continuità con il lavoro dei CSI. Siamo di fronte ad un album difficile, che va assimilato piano piano, per poterne apprezzare appieno la complessa bellezza e l’innegabile maturità. Proprio come avveniva con 'Linea Gotica'. Siamo di fronte ad un disco che parla della guerra, della disperazione causata dalle morti innocenti, degli scenari apocalittici che si lasciano dietro le bombe e gli eserciti. Proprio come avveniva in 'Linea Gotica'. E come la guerra, la musica dei TV Lumière è disperata, apocalittica, incede lentamente, funerea, a sottolineare la drammaticità del tema trattato. Proprio come avveniva con gli arrangiamenti dei CSI in 'Linea Gotica'. La voce di Federico Persichini si insinua, bassa, fra le trame musicali, a recitare i bellissimi testi. Proprio come, quella di Giovanni Lindo Ferretti, faceva in 'Linea Gotica'. Circa dieci anni fa la scena rock italiana sembrava dover vivere un momento d’oro, ma così, purtroppo non fu. Oggi la speranza di un’età aurea del rock italiano ritorna, grazie a questo ottimo lavoro dei TV Lumière.
Emanuele Avvisati
TV Lumière - "Per Amor dell'Oceano" (Seahorse Recordings/ Goodfellas, 2008), da www.losingtoday.it - 27.03.2008 - recensione
Nati nel '99 TV
Lumiére sono la creatura musicale degli umbri fratelli Persichini: alle
spalle un demo risalente ai primi anni del 2000 e un esordio omonimo edito tre
anni fa che aveva visto la partecipazione di Amaury Cambuzat degli Ulan Bator
(gruppo che insieme a Swans e Sonic Youth la formazione cita tra le proprie
principali fonti di ispirazione).
"Per amor dell'Oceano" è quindi la seconda prova sulla lunga
distanza della band, che nel corso della quasi decennale carriera ha affinato
tecnica idee, dando vita a un lavoro che si mette in luce fin da subito per
personalità, attraverso un'atmosfera ovattata, una bolla sonora nella
quale si alternano densità e rarefazione, in un continuo gioco di echi,
rallentamenti e improvvisi squarci di accensioni sonore.
A costruirla da un lato una chitarra che, pur prediligendo la tessitura di trame
dalla grana fine, non disdegna qua e là di cambiare tessuto, optando
per momenti di ruvida abrasività elettrica.
Dall'altro, le voci, spesso quasi sottotraccia, talvolta in forma di dolenti
sussurri, all'insegna dell'alternanza tra il timbro profondo degli stessi fratelli
Persichini e quello etereo della bassista Irene Antonelli (che insieme a Yuri
Rosi alla batteria costruisce percorsi ritmici scarni, regolari ed essenziali),
arricchendo in qualche episodio l'insieme con l'intervento al synth del produttore
Paolo Messere.
A leggerlo così darebbe l'idea di uno di quei dischi 'intensi ma pesanti'.
Così è solo in parte: pur nel mantenersi di un'atmosfera che a
tratti assume quasi profumi gotici, là il quartetto riesce, lungo le
dieci tracce presenti, a costruire un edificio che abbina alla solidità
quasi monolitica delle mura portanti, una certa varietà di suggestioni,
passando in maniera agevole tra ampi respiri ambient, psichedelia anni'90 (leggi
Spacemen 3), chitarre che ora alludono allo shoegaze, ora a un folk decadente,
affiancando al materiale sonoro testi intimi, vagamente visionari, in uno stile
che ricorda a tratti Cesare Basile.
Un disco sul quale ci si lascia dolcemente galleggiare.
Marcello Berlich
TV Lumière - "Per Amor dell'Oceano" (Seahorse Recordings/ Goodfellas, 2008), da BLOW UP - Rock e altre contaminazioni n. 118 Marzo 2008 - recensione
[...] Senza dubbio preferenziale invece il concept su guerra e dopoguerra imbastito dai TV Lumière, formazione di lungo corso che ha dalla propria diverse variabili sonore - dalla murder ballad modello Nick Cave alla Linea Gotica dei CSI - sormontate da una drammaturgia à la Ulan Bator: le ripercussioni delle vicende belliche sugli strati più sottoposti della popolazione, con le giovani mandate a servire nella grande città e i piccoli al refettorio del collegio (e poi agli istituti tecnici industriali) sono ben testimoniate dalla schizofrenica Disciplina e alti modelli, da Milit e Canto fermo, con la voce di Irene Antonelli che subentra a quella di Federico e Ferruccio Persichini. Un album che richiede attenzione e stato d'animo adeguato, circostanze purtroppo non sempre possibili, ormai. (6/7)
Enrico Veronese

TV Lumière - "Per Amor dell'Oceano" (Seahorse Recordings/ Goodfellas, 2008), da www.beautifulfreaks.org - estate 2008 - recensione
Intelletuale. Buio. Invernale. Chic. Potrei continuare ore a cercare definizioni per questo disco del quartetto umbro. Colonna sonora perfetta di un film neo-noir anni '80, il disco sembra quasi porsi l'obiettivo di scomporre la forma canzone. Traccia dopo traccia ci si accorge come pianoforti e voci lontane facciano il posto ad accenni di puro noise rock. L'unico gruppo italico alla quale i Tv Lumière possano essere accostati, sono i Baustelle (dimenticate quelli del moccioso surfer e drogato, qui parliamo dei primi). Le liriche delle canzoni sono camuffate sotto l'atmosfera cupa, risultando ancora più intime ed efficaci; la traccia “Milit” rappresenta bene l'intero concept dell'album. Poeti diesel li definirei: ogni brano parte in sordina per poi esprimere la propria essenza in pieno nel corso dell'ascolto. I Tv Lumière non sono (e spero non lo saranno mai) un gruppo radiofonico o da tv musicale, non sono da conservare nella libreria di i-tunes né il gruppo da passare all'amico, sono un gruppo che dovrebbe suonare ancora dentro un giradischi mentre l'ascoltatore sorseggia un bicchiere di scotch in una stanza illuminata da poche candele.
Filippo Maria Di Caprio

TV Lumière - "Per Amor dell'Oceano" (Seahorse Recordings/ Goodfellas, 2008), da www.ondalternativa.it - 26.07.2008 - recensione - ***/
Chi già
avesse apprezzato nei precedenti lavori il carattere creativo e singolare dei
Tv Lumière non rimarrà deluso: Federico e Ferruccio Persichini
(rispettivamente voce e chitarre), Irene Antonelli (basso, cori) e Yuri Rosi
(batteria) sono tornati con un nuovo, entusiasmante lavoro. Certo, cammin facendo
qualche sonorità si è persa per strada ed è emerso un nuovo
approccio, quello narrativo e intimista dei testi, ma tutto ciò che l’esperienza
ha portato a questi ragazzi non ha fatto che accrescere di intensità
i loro brani. Lasciata a casa l’anima noise, che fa capolino qua e là
nei vari brani, i laziali hanno puntato l’attenzione su atmosfere dark,
misteriose e intriganti, accompagnate da una voce assai evocativa e interessante,
quella cupa di Federico che sembra infatti narrare in certi momenti i testi,
come fossero fiabe o, meglio, suggestivi racconti.
L’intro, affidata alla “Marcia dei bambini seri”, inizia sulla
preannunciata marcetta dettata dalla batteria per continuare con una cantilena
a metà fra il rilassante e il tenebroso. Si procede sugli accenni noise
che richiamano alla mente nelle esecuzioni melodiche i Marlene Kuntz dei tempi
andati (“Bagno di violenza”) per approdare negli universi cantautorali
alla Baustelle rievocati in “Disciplina e alti modelli” mentre un’acustica
e la voce di Irene rompono come d’incanto prima l’atmosfera fattasi
grave fino a quel momento per trasformarla in un soffio soave (“Canto
Fermo”) e, poi, la riportano sul sentiero fin lì intrapreso decorandola
con qualche strascico melodico in più (“Sacramento”). Dai
colori scuri e dalle atmosfere nebbiose, con questo “Amor dell’Oceano”
i Tv Lumière azzardano un passo in avanti valicando i confini di un orientamento
noise per approdare in quelli più intimistici ed evocativi a cui danno
sfogo in quest’ultimo, suggestivo, lavoro.
Provare per credere.
Alessandra Sandroni
TV Lumière - "Per Amor dell'Oceano" (Seahorse Recordings/ Goodfellas, 2008), da www.noizeitalia.com - 14.05.2008 - recensione
Una batteria che suona una marcia un pianoforte che addolcisce e accompagna la voce inquietante, ma affascinante di Federico Persichini, dà inizio al nuovo album dei Tv Lumiere, una sorta di viaggio poetico a cavallo tra l'ottocento ed il novecento, di una lentezza disarmante. Inizialmente non ci sono spazi per melodie eccessivamente mielose, non ci sono stralci di cariche eccessivamente scottanti, il tutto è rimandato alla mente, lasciato per aprirsi un varco e lasciarsi trascinare, cullare, per 55 lunghi minuti. La batteria si fa via via pesante e scava sempre di più, volendo diventare decadente e ipnotica, scavalcando la voce impercettibile di Alessandra Olmetti, e la litania è lunga e trascinante, forse un po' troppo.
La poesia vuole esser sempre in prima linea e il connubio che ne esce con la musica è eccellente, tuttavia alla maggior parte di noi poveri mortali, queste poesie possono risultare un po' indigeste, un po' troppo trascinate, rischiando di stufare già dopo pochi ascolti. Si apre però uno stralcio di melodia e si riesce a riprendere fiato, la voce comincia ad intonare poche chiare note che danno un po' di ossigeno, accompagnate da altrettante guidate di una chitarra con pochi, ma dolci, accordi. La seconda parte dell'album riesce ad avere una matrice più impostata su questa morbidezza, le marce della batteria si fanno meno invadenti, ma fanno da preludio al resto del brano. Milit parte e ci fa apprezzare tutto questo e dà un tono molto apprezzabile. Questa volta la voce di Irene Antonelli, prima sovrastata, trova spazio in "Canto Fermo" e si fa così molto più apprezzabile, riuscendo in questa poesia dolcissima, come un carillon.
Infine l'album si conclude con la decadente Mondanità, storia di un avventura di una dodicenne coinvolta successivamente in un matrimonio non troppo felice, che ci accompagna per più di otto intensi minuti. L'ascolto non risulta inizialmente facile, ci vogliono più e più ritorni sui singoli brani per apprezzarne l'intensità e la profondità d'animo delle parole pesanti, come leggendo un vecchio libro impolverato di fine ottocento.
d.puch
TV Lumière - "Per Amor dell'Oceano" (Seahorse Recordings/ Goodfellas, 2008), da www.rockshock.it - 06.05.2008 - recensione - 7/10
Secondo album per i Tv Lumière, quartetto umbro capitanato dai fratelli Persichini. Un lavoro meno noise rispetto al precedente, che era prodotto da Amaury Cambuzat degli Ulan Bator, ma sempre molto intimista e minimale. Per Amor dell’Oceano è una perfetta sintesi della scena italiana dagli anni ottanta ad oggi: nei dieci brani di questo album si snodano influenze di De Andrè, Massimo Volume, Marlene Kuntz. C’è la stessa voglia di comunicare in modo scarno ed essenziale, scegliendo arrangiamenti apparentemente semplici, attraverso testi non immediati, ma di sicuro effetto. I brani di questo album nascono da un lavoro a quattro mani dei fratelli Persichini, Federico e Ferruccio. I testi sono molto ricercati, splendida trasposizione in prosa di racconti sul periodo post bellico e soprattutto sulla vita in quegli anni. Ed è proprio questo il filo conduttore: la guerra e quello che lascia nella quotidianità e negli animi delle persone. Niente di più attuale anche a sessant’anni dal nostro vissuto, sottolineato non solo dalle parole, ma soprattutto dalla sezione ritmica e dalla batteria che in molti brani assume cadenze da marcia militare. Ne è un esempio Prima luce, che nei versi Vecchie frontiere di nuovo presidiate, Studenti in piazza, Edificazione di altri muri, Ancora muri e muri ci ricorda che le guerre ripropongono sempre lo stesso scenario. In questa canzone il rimando ai CSI è forte, così come in Bagno di violenza, cantata da Irene Antonelli, bassista e voce femminile della band. Il testo ripetitivo, la musica volutamente lenta e cadenzata, hanno un non so che di ipnotico che ricorda quasi la psichedelica dei Doors degli anni ’60. Questi testi intimisti a tratti decadenti sono egregiamente supportati dalla scelta della tonalità vocale, in genere molto bassa e volutamente d’effetto. Il rimando a Nick Cave e alle sue Murder ballads è forte, anche se manca quella lucida follia che caratterizzava l’opera del cantautore australiano. Bello soprattutto l’abbinamento con la voce femminile, ad esempio nelle ultime battute di Canto Fermo, ma anche le doppie voci maschili, come in Al di là dei Meriti, non sono da meno. Unica nota dolente di questo album è la durata dei brani, in media intorno ai cinque minuti. All’interno di ogni canzone viene dato grande risalto alle parti strumentali, col rischio però di sembrare ripetitivi e di far calare l’attenzione dell’ascoltatore. Non ci sono mezze misure: questo album o lo sia ama o lo sia odia. Ma se si va al di là dell’apparente snobismo dei testi e della consistente lunghezza dei brani, si scoprirà un mondo fatto di essenzialità musicale e di liriche poetiche. Forse non per tutti, ma tentar non nuoce.
Simona Fusetta
TV Lumière - "Per Amor dell'Oceano" (Seahorse Recordings/ Goodfellas, 2008), da Rockerilla n. 330 15 febbraio/15 marzo 2008 - recensione - 7/10
Scenari decadenti e cupi sui quali si adagia spesso la voce profonda e tenebrosa di Federico Persichini. L'effetto è quello di Ferretti alle prese con il canzoniere degli Ulan Bator. "Per Amor dell'Oceano" è il secondo disco dei TV Lumière, una scatola di tek sagomata negli studi partenopei di Paolo Messere. Difficile trovare il verso per aprirla: ma una volta entrati non mancano le sorprese. I suoni come al solito sono curatissimi, volutamente desolanti. La prima esplosione nella notte avviene durante la coda di "Prima Luce". Poi una lunga litania, "Bagno di Violenza", che cerca di trovare un varco tra Swans e God Machine, e stende un velo di rumore che ricopre tutte le canzoni del disco, anche quelle dove la melodia è sottolineata dalla chitarra del fratello di Federico, Ferruccio.
di Roberto Mandolini
TV Lumière - "Per Amor dell'Oceano" (Seahorse Recordings/ Goodfellas, 2008), da www.indie-zone.it/public/sushibar.asp - 25.02.2008 - recensione
La Seahorse recording
licenzia con la supervisione di Paolo Messere il secondo episodio della saga
dei TV Lumière.
“Per amor dell’oceano” è buon disco di rock cupo, caratterizzato
da atmosfere opprimenti e pesante, largamente annacquato dal noise delle origini.
A sprazzi sembra di ascoltare gli ultimi CSI, decisamente influenzati dal folk
americano più oscuro.
Una maggior leggerezza musicale non avrebbe guastato, ma il giudizio è
senza ombra di dubbio positivo.
di Diego Ghidotti
TV Lumière - "Per Amor dell'Oceano" (Seahorse Recordings/ Goodfellas, 2008), da www.kronic.it - 12.02.2008 - recensione
Deve essere davvero
buio lì, in fondo al mare.
Quartetto di belle speranze, buone qualità tecniche e ottima tendenza
ad allontanarsi dall’ovvietà di maniera; trappola che solitamente
opprime ed asfissia progetti di questo genere. Uno stile scuro, denso, dagli
aspetti cantautorali che s’ispirano alle grandi figure artistiche del
passato, non solo musicale.
I ternani TV Lumière c’invitano con dieci nuovi motivi ed entrare
nel loro mondo, a comprenderne quel pensiero così deciso a farsi largo.
“Per amor dell’oceano” si sviluppa attraverso brani dall’intreccio
melodico stratificato, lento sì ma in continuo divenire. Ecco quindi
che la malinconia che affiora nell’apertura di “La marcia dei bambini
seri” avvolge le atmosfere che caratterizzano l’intero album.
Lo sviluppo medio-lento, il funereo canto di Federico Persichini, l’andamento
ritmico quadrato fanno da sfondo ai concetti che - in primo piano - denunciano
fastidio, sofferenza, disagio. Pensieri stridenti difficili da mandar giù
(“Bagno di violenza”), viaggi dall’essenzialismo disarmante
(“Canto fermo”), lunghe trame strumentali (“Mondanità”)
capaci d’esprimere passioni e visioni che potrebbero fungere come descrizione
di scene aderenti ad una realtà immaginaria, credibile, anche se eccessivamente
carica d’enfasi.
Un mood che rilascia fascino ma che poi, alla lunga, con la sua cadenzata monotonia
si rivelerà l’unico punto a sfavore del disco. Una coltre di fuliggine
polverosa e oscura che non lascia mai spazio a bagliori, seppur fiochi, di luce
splendente.
Deve essere davvero buio lì, in fondo agli abissi dell’oceano.
di Roberto Paviglianiti
TV Lumière - "Per Amor dell'Oceano" (Seahorse Recordings/ Goodfellas, 2008), da www.vitaminic.it - 12.05.2008 - recensione
Devo ammettere di essere a disagio davanti a un disco come questo. Non solo perché mi coglie impreparato dal punto di vista emotivo, ma anche perché certa musica non rientra appieno nelle mie corde. Faccio violenza al mio cervello, ne metto in risalto il lato razionale che continua a ripetermi che i Tv Lumière sono una delle band più interessanti che sono transistate nel lettore del mio Macbook. Non possiamo pretendere di scrivere sempre e soltanto dei nostri album preferiti, allo stesso tempo dobbiamo sforzarci, se ci riusciamo, di parlare oggettivamente e senza pregiudizi di dischi diversi da noi. Per amor dell’oceano è come un vecchio grammofono dal quale esce una musica elegante, sinuosa, zuppa di un lirismo decadente, antico nelle intenzioni e moderno nella forma. Ineccepibile la parte strumentale in cui si districano in un post rock al cloroformio, scuro e diluito, assolutamente in tinta con i colori caldi e foschi della copertina. Marce funebri, dilatazioni desertiche e andamenti alcoolici ricchi di fascino però non vanno di pari passo con la voce cupa, monocorde e abulica che non cambia mai registro. Lo ammetto, se non fosse stato per questo scoglio per me abbastanza arduo da sormontare avrei amato questo disco, invece non riesco ad arrivare oltre metà scaletta senza avvertire una sensazione di claustrofobico disagio che mi induce premere il tasto eject del lettore. Fortunatamente ogni tanto fa capolino una voce femminile a mio parere molto più in sintonia con le sfumature del disco. Non sempre il mio lato razionale riesce a prevaricare quello emotivo ed in fondo è giusto così, anche se non riesce a rendere giustizia ad una band che meriterebbe maggiore attenzione. Per tutti coloro che invece apprezzano i Ronin o i primi Calexico consiglierei di ascoltare il lavoro in questione, potreste trovare qui un approdo ideale per la vostra inquietudine interiore.
Enrico Amendola
TV Lumière - "Per Amor dell'Oceano" (Seahorse Recordings/ Goodfellas, 2008), da "IL MANIFESTO" anno XXXVIII n. 135 - 31.05.2008 - recensione
Per il secondo disco su lunga durata la band umbra ha scelto una via senza mediazioni. Per amor dell'oceano è un disco in cui abbandonano, in parte, il noise vero e proprio, per dedicarsi a sonorità catartiche e ipnotiche, una sorta di post-rock post-atomico, reso ancor più cupo dal cantato e appena "ripulito" da accenni a ballate ispirate a De André. La tendenza ad eccedere c'è, ma è giustificata dal genere, e il risultato è interessante.
p.ro.
TV Lumière - "Per Amor dell'Oceano" (Seahorse Recordings/ Goodfellas, 2008), da www.ondarock.it - 02.02.2008 - recensione - 7/10
Il problema di molti dischi realizzati da gruppi che solcano le scene del panorama indie italiano sta in una certa pretenziosità di fondo, che tende eccessivamente a rimarcare la netta differenza tra sé e il pattume di molta musica italiana da Mtv rotation (Negramaro e compagnia brutta). Questo atteggiamento resta lodevole fin quando non si scade in preconcetti opposti: quelli per cui far un gran disco di rock italiano significa ostentare "depressione" e intellettualismi ad ogni costo, ricorrendo a determinati cliché che ormai assurgono allo status di regolamento non scritto per far gridare all’ennesimo miracolo gli indie-snob nostrani.
I TV Lumière
con “Per amor dell’oceano” realizzano un buon disco di rock
italiano che inciampa talvolta proprio nel secondo ostacolo. Ed è un
peccato, perché il gruppo mostra talento e potenzialità considerevoli.
La band di Terni, che col suo primo disco si era anche fatta notare al di là
dei ristretti confini italici (e questo, indipendentemente dalle preferenze
e dalle critiche di chi scrive, fa sempre piacere), è formata da Federico
Persichini (voce e chitarra), Ferruccio Persichini (voce, chitarra e piano),
Irene Antonelli (voce e basso) e Yuri Rosi (percussioni e batteria).
Tra le loro influenze la band non solo cita grandi nomi del rock (Slint, Joy
Division, Velvet Underground, Bad Seeds, My Bloody Valentine ecc.), ma anche
personaggi che hanno fatto la storia della cultura mondiale (Dostoevskij, Pasolini,
Kubrick, Rimbaud), lasciando intendere che il progetto Tv Lumière sia
qualcosa capace di travalicare l’austero spazio di un pentagramma.
I primi tre brani, forse i migliori del disco, ammantano subito l’atmosfera con note plumbee di piano (“La marcia dei bambini seri”) e accordi crepuscolari di basso e chitarra (“Prima Luce”), per poi sublimarsi in un salmo ieratico dall’incedere ossessivo (“Bagno di violenza”). Sono chiari i riferimenti stilistici al rock d’autore dei Massimo Volume, allo slow-core dei Low e all’ambientazione dark dei Sisters Of Mercy.
Il punto debole
di questa formula sta nel modo di cantare: quello stile canoro apatico, privo
di vigore, spesso abusato dai vocalist dell’underground italiano, finisce
per rovinare la magia di pezzi strumentalmente impeccabili se non splendidi
(“Disciplina e alti modelli”, “La voliera”, “Al
di là dei meriti”, “Mondanità”).
Diverso il discorso per quanto riguarda i testi: spesso ermetici ed evocativi
(non a caso, tra le influenze di cui si diceva prima, la band nomina anche poeti
italiani del Novecento quali Dino Campana ed Eugenio Montale), talvolta perfino
icastici (“Sacramento”).
Alla fine, accantonando idiosincrasie del tutto personali, si può tranquillamente affermare che, pur non essendo esente da difetti, “Per amor dell’oceano” è un disco riuscito.
di Salvatore Setola
TV Lumière - "Per Amor dell'Oceano" (Seahorse Recordings/ Goodfellas, 2008), da INCONTRI anno XIX n. 1, febbraio - marzo 2008 - recensione
I TV Lumière dal volto nuovo
Tornano i TV Lumière con il nuovo disco "Per Amor dell'Oceano", quando il mare era la via per la ricerca della fortuna. Realizzato da Paolo Messere, in veste di produttore e discografico, si compone di brani meno rumorosi, meno astratti dei precedenti, dal suono rinnovato e caldo che non rompono con il passato e sono frutto di un'accurata ricerca sui testi. Le ballate del disco mettono in prosa i racconti di vita di periodi bellici e post bellici, parlano di infanzia, di informazioni rubate e di acque profonde. "L'album è interamente in italiano ed ha un'anima più matura e non manca il francesismo - secondo Ferruccio Persichini autore con il fratello Federico dei brani - Le note sono influenzate da Nick Cave and the Bad Seeds, Angels of Light, dal lavoro di band scandinave anni '70, dai songwriters americani, da De Andrè e dai poeti italiani di inizio secolo scorso molto amati dai TV Lumière".
p.a.

TV Lumière - "Per Amor dell'Oceano" (Seahorse Recordings/ Goodfellas, 2008), da www.rockambula.com - 12.12.2008 - recensione - 3/5
Viaggiano in mondi oscuri avvolti in pesanti mantelli dark. Si incontrano tra i resti in pietra di antiche fortezze rock. Qui recitano poesie esistenziali evocando fugaci spettri luminosi. Questa è la musica dei Tv Lumiere. Una derivazione estremamente decadente del rock e intimista del dark. Il risultato è la dissolvenza nel denso nero del nulla delle coscienze degli ascoltatori. Quest'ultimi non possono che arrendersi al fascino indiscreto della decadenza della musica anche se la continua litania della voce, alla lunga stanca. Al contrario, va meglio nei pezzi cantati da Irene Antonelli, come ad esempio in "canto fermo" quando i sospiri diventano veri e propri aliti caldi sul collo. Unico problema è che quando ti giri non c'è nessuno ma solo il fugace drappello di un nero fantasma. Fuor di metafora il disco è degno di nota anche se non entusiasma e forse la causa va ricercata nell'eccessivo intimismo e nella sostanziale monocromia della musica.
Federico Cifani
TV Lumière - "Per Amor dell'Oceano" (Seahorse Recordings/ Goodfellas, 2008), da www.musicaoltranza.net - 13.02.2008 - recensione
Partivo carico di buone aspettative per questo secondo lavoro dei TV Lumière
visto che il precedente album omonimo aveva detto molto sulle capacità
e sulla qualità generale di questa band di Terni; devo dire che le mie
aspettative sono state, parzialmente, soddisfatte.
Un album dalla forte carica emotiva, scuro ed ermetico, molto lento, di una lentezza quasi angosciante, parte quasi fondamentale per quegli attimi fatti di pochi suoni dai molti significati, elemento da lodare, segno di abilità, non solo compositiva o stilistica. Tra i tanti i God Machine mi sono venuti in mente ascoltando alcuni momenti strumentali del disco.
Purtroppo, e vi giuro che non vorrei avere un purtroppo per questo lavoro, la voce “scazza” (mai termine fu più appropriato) alla grande perchè ha troppo del Giovanni Lindo Feretti nel periodo fine CSI – PGR, e quando dico troppo intendo in tutto, dall'uso della voce alla scelta di vocaboli e tonalità, al modo di cantare che purtroppo condiziona un po' anche la musica, che sbanda lievemente verso i big di cui sopra.
Fatto sta che è un bellissimo album.
di Matteo Trifirò

TV Lumière - "Per Amor dell'Oceano" (Seahorse Recordings/ Goodfellas, 2008), da ROCK*STAR n. 339 - gennaio 2009 - recensione
Il viaggio prosegue con il post-rock dei TV Lumière, band di Terni che cita tanto Slint quanto Tortoise, ma anche Low e Massimo Volume, atmosfere dilatate con la voce del cantante che emerge da un muro di chitarre. Nati nel 2000 i TV Lumière definiscono la loro musica come "rumorismo poetico visionario oscuro". "Milit" è la colonna sonora di un film ancora non scritto.
TV Lumière - "Per Amor dell'Oceano" (Seahorse Recordings/ Goodfellas, 2008), da www.ilmucchio.it - 04.02.2008 - recensione
Non ci sono grandi
variazioni in questo nuovo album degli umbri TV Lumière, rispetto all’esordio
omonimo di due anni e mezzo fa. O meglio, ce n’è una piuttosto
importante, che riguarda il come e non il cosa. Affidato alla cura di Paolo
Messere dei Blessed Child Opera, l’estatico e dolente trascinarsi (si
manifesta qua e là il pulsare malato di gruppi come gli amati Swan) di
questa musica ha potuto fare affidamento su un nitore di suono e di soluzioni
musicali sconosciuto in precedenza. Se nel caso di “TV Lumière”
la presenza di Amaury Cambuzat alla produzione e occasionalmente alla chitarra
aveva in qualche modo reso ingombrante l’influenza – comunque presente
– degli Ulan Bator, in “Per amor dell’Oceano” il risultato
è decisamente più personale. Dato evidente nella lunga, sepolcrale
e claustrofobica “Prima luce”, un brano che tuttavia evidenzia anche
quello che è ancora il punto debole del progetto: un utilizzo della voce
e della parola declamata che non esce del tutto da sé, che non sembra
insomma ancora del tutto sicuro di ciò che vuole dire, e che a volte
si avvita su sé stesso facendo ricorso ad un immaginario gotico e decadente
forse un poco inflazionato. Se da questo lato i segnali non sono del tutto positivi,
la pasta musicale in cui si immergono le parole è adeguatamente densa
e suggestiva, sia che scavi nelle cripte dell’anima (“La voliera”),
sia che ci si abbandoni a delicate sfumature e arpeggi post rock (“Milit”).
Un passo avanti, comunque la si veda.
Alessandro Besselva Averame
"L'album di debutto dei TV Lumière, prodotto e benedetto da Amaury
Cambuzat (Ulan Bator). E' uscito per "tele_noise art" e sarà distribuito da
VENUS a partire dal 13 Maggio 2005.
Disco
dall'omonimo titolo."
"... insieme a Calla, Low, Can, Brian Eno, Nick Cave, Morricone, dEUS, David Sylvian, Kavin Shield, Gun Club, Innocent X, Noir Desir, Ligeti, Steve Reich, Serge Gainsbourg... un gruppo che ha fortemente influenzato il mio ultimo disco."
(Rockerilla n.294/febbraio 2005, intervista ad Amaury Cambuzat a proposito di Rodeo Massacre)
TV Lumière - s/t (CD-R self-produced) - www.walnutlocust.fr.st/
Produced by Ulan Bator founding member, Amaury Cambuzat, TV lumière is not just an extension of their sound. The record moves like a true Post-rock composition, melodic and melancholic, hopeful and despaired. The songs progressing slowly, towards their inevitable end. We can hear instants of Mogwai, of Ulan Bator and the explosive corrosion of the Swans' Children of God. Staring at the flickering images of emptiness on TV, remember that everything is lost, feel good now.
WALNUT + LOCUST (France)
TV Lumière "tv lumière", da www.rockit.it - 22-09-2005
Il debutto discografico
dei TV Lumière mi ha fatto venire in mente la frase “Jedes Worst
ist ein verlorener Kuss” (“Ogni parola è un bacio perduto”):
un vecchio proverbio berlinese che ricorda quanto un’esperienza vissuta
sia più intensa di ogni discorso.
Fedeli a questa regola, le undici canzoni proposte da questa band umbra richiedono
un coinvolgimento diretto, prospettando l’ascolto come unica e plausibile
chiave di lettura. Un ascolto attento e approfondito che permetta di assaporare
le sfaccettature sonore (sontuosamente manipolate da Amaury Cambuzat, già
Ulan Bator e qui nella veste di produttore) di quegli affreschi di cristallina
decadenza che sono “Alto tradimento”, “I gatti”, “El
mar” e “Ritratti”. E di addentrarsi nelle poetiche visioni
di Federico Persichini, capace, con liriche intense ed appassionate, di velare
di umori esistenzialisti le raffinate ritmiche dark-wave inscenate dalla sua
band. Emblematico, in questo senso, “Ritratti e giochi d’infanzia”,
il cui testo (“La marionetta, riposta in un cassetto. Tra foto e lettere
m'implora uno sguardo. Seduta in terra, il mercato scomparso, fra carte e foglie
spazzate dal vento. Io la raccolsi da bimbo stupito, poi giochi d'infanzia”)
esala atmosfere nostalgiche e struggenti.
“Jedes Worst ist ein verlorener Kuss”, quindi, per un disco cupo
e vibrante che ha raccolto diverse recensioni positive anche oltr’alpe
(agevolate dalla presenza di Amaury Cambuzat e da alcuni testi in francese)
e che si propone come manifesto programmatico per questi alfieri del rock d’avanguardia
che hanno tutti i crismi per diventare un’autentica “band di culto”.
di Federico Linossi
TV Lumière,"tv lumière" - chroniques novembre 2005 - http://mesfugues.free.fr/ (France)
C'est rouge, immobile, ça ne bouge pas plus que ça. Je m'imagine ombrages, nuages, morceaux cachés et je dors à poings fermés. C'est ma zone de bruit calme. C'est ma boucle d'or, c'est mon envie de coton puis mes barbelés chaque fois que j'épelle son nom. C'est ma fée Electricité, c'est mon mur du son. Dors, fais de beaux rêves. Ce n'est rien d'autre que le vent. Alors je reprends mes moutons, mon oreiller, mon pouce stop, j'ai oublié. Je m'imagine coquillage, plage, secret bien gardé sous les rochers. Je sais aussi que ça ne va pas durer, qu'elle va revenir m'écorcher la tête, les bras, me déshabiller jusqu'à l'os tant que ça me remue encore. C'est ma scie électrique, c'est ma soeur Violence, c'est mon trou noir qui vrille dans le béton armé et ça sonne encore haute trahison, danger, terre, feu, cendres sur lesquelles il ne reste rien qu'un souffle. J'espère, TV Lumière. Et je me laisse une fois de plus allumer.
Jerome Olivier
TV Lumière - "tv lumière", da www.kronic.it - 24.12.2006 - ***/
Sfumature musicali in bianco e nero
Ci sono dischi dotati di un fascino quasi magnetico, dischi che assorbono completamente
l’ascoltatore nel corso della loro durata. Dischi che nel bene o nel male
richiedono un impegno ed un’attenzione non indifferenti, ma che spesso
gratificano gli sforzi compiuti. Enigmatico ma al tempo stesso intrigante, l’omonimo
debutto dei Tv Lumière sembra appartenere quasi di diritto a questa particolare
categoria. Un disco immerso in una penombra musicale volutamente ricercata e
minuziosamente eseguita, che esala sonorità noir piuttosto raffinate.
Il rock dei Tv Lumière si alimenta di atmosfere cupe, plumbee dalle interferenze
sonore inquietanti: ricorda in molti passaggi lo “Spiderland” dei
maestri Slint. Ma in questo caso il termine di paragone è solo un punto
di partenza e non quello di arrivo di una proposta completa in ogni settore,
dove testi e voce si incastrano a perfezione nel meccanismo di (poche) luci
e (molte) ombre. Su uno sfondo malinconico le chitarre incendiano a tratti l’orizzonte
con melodie vorticose (l’introduttoria “Alto tradimento”)
o evocano scene surreali e desolate (“13.66 ahimè”). La batteria
è mantenuta in misura quasi essenziale ma sempre al centro delle trame
musicali che fotografano attimi intensi velati spesso da riferimenti nostalgici.
A completare il quadro la gran bella produzione di Amaury Cambuzat degli Ulan
Bator che esalta ed amplifica le intuizioni musicali del gruppo, ponderando
rabbia e sconforto.
Un’opera di forte impatto emotivo da ascoltare e scoprire poco per volta. Disco perfetto per l’autunno inoltrato, quando le giornate di luce tendono ad accorciarsi per lasciare il posto alle tenebre invernali. Una bella prova di esordio per il quartetto di Terni. Da tenere d’occhio.
di Alessandro Bonetti
TV Lumière - "TV Lumière" - da "A Decouvrir Absolument" (France), Aprile 2007 - Coups De Pouces - www.adecouvrirabsolument.com
Paradoxe d'associer la lumière et la télévision, cette dernière embrouillant les esprits plus qu'elle les éclaire. TV lumière nous vient de Rome autour de deux frangins (deux frangins italiens cela ne vous rappelle rien ?) et ce nouvel album est un graal pour eux car produit par Amaury Cambuzat membre d'Ulan Bator. Influence majeure du groupe, le post rock est ici ne se trouve pas enfermé. Toutes les portes sont grandes ouvertes et un souffle presque marin (port royal est une connexion évidente) car plus fort que celui des villes. On respire, on agrippe, on se crispe, le dos courbé et les bras en protégeant la tête du moindre projectile. Le souffle transporte des mots susurrés, des mots trempés dans de l'encre noir. Vous avez dit terreur, on vous répondra danger, on citera Sonic Youth on répondra projet. Entre l'inquiétude et la quiétude il n'y a souvent que le bruit d'une guitare acérée qui vous transperce, entre tv lumière et nous il y a un point de convergence, un faisceau révélateur de poussière qui donne à l'obscurité un jeu de contraste qui la révèle.
Gerald de Oliveira
TV Lumière - agosto 2007 - da Rock My Days (France)
Si “post-rock” est un terme galvaudé, usé jusqu’aux racines et balancé à tous vents, il reste bien commode pour caractériser des musiques hors normes, volontiers instrumentales, pensives et introspectives parfois, et pour connaisseurs. On lui préférera pourtant ici “post-something”, abscons mais plus humble devant l’incapacité à qualifier globalement cette communauté d’horizons divers, d’esprits, de vue et d’envies, à défaut de sons.
Escale en terre italienne, où les Romains de TV LUMIERE (produits par Amaury Cambuzat, d’Ulan Bator) jouent sur leur album éponyme (Tele Noise Art) un rock aux guitares lumineuses, formes d’éclaircies dans une noirceur ambiante. Un album long au chant bas, presque murmuré, lent et langoureux, prétexte à rêveries et accompagnements soft. Leurs compatriotes PORT-ROYAL font taire les voix sur “Flares” (Resonant), ajoutent des guitares, de l’électronique et de la mélancolie surtout. Plus vif (”Zobione Pt.3“), mais aussi plus nostalgique, en vagues lentes et paisibles qui évoquent Mogwai dans son aspect Pan American, compacité en sus et intérêt aiguisé.
Au Japon également, l’irrespect des standards procure d’appréciables émotions. LITE et “Filmlets” (Transduction Records) c’est Tortoise dans les cordes et dans l’hypnotisme (”Contemporary Disease” ou “Dead Leaf“), c’est Shellac aussi et Steve Reich dans les savants entremêlements. Ce sont de très belles choses (”… Still, It Is Quiet Around Here“) plus simplement… Leurs collègues Z ont troqué les guitares pour des saxos finalement tout aussi peu orthodoxes. Sur “Mikabe” (Transduction Records), leur free-jazz plutôt secoué et secouant, s’adjoint chant brutal et violent, en réminiscences Jesus Lizard. “Gohyaku Manyem” pour choquer d’entrée, la suite sera plus calme, mais la tension toujours palpable (en preuve : l’étonnant “Zushiki Man” cuivre s’époumonant sur fond de riffs métals) et l’impression forte.
Aux Etats-Unis, on peaufine classiquement. EARLY DAY MINERS et “Offshore” (Secretly Canadian/Differ-Ant) font dans le contemporain sombre sans être pesant. De denses chevauchées rock (”Land Of Pale Saints”) au chant partagé, peu bavard au final, mais juste en économie… Une musique de silence en fait, même s’ils sont nombreux pour la créer. Et EXPLOSIONS IN THE SKY qui poursuit son ascension vers les cieux du genre, “All Of A Sudden I Miss Everyone” (Bella Union/Cooperative Music) en pierre supplémentaire à l’édifice savant, lettré, en structures plus éclatées qu’auparavant, plus hachées mais tout aussi remarquables (”It’s Natural To Be Afraid” d’exception et “Catastrophe And The Cure” emblématique d’emportements), embarquant un piano pour humaniser plus encore une musique déjà immense.
Rivaliser avec
le monde, c’est THEE, STRANDED HORSE, alias Yann Tambour (Encre) et “Churning
Strides” (Talitres/Differ-Ant), un folk hanté et d’autres
choses étranges (”Sharpened Suede” ou “Le Sel“)
ou l’on croise le fantôme de Neil Young (le titre éponyme
charmeur et tendre en sons) et des petites merveilles de guitares sobres et
de chuchotements. Intime et généreux, évocateur de grands
noms cachés, un disque de chevet autant que de culte…
TV Lumière - tv lumière (2oo5 – 11 tx _ 58'58’’) - http://love-less.splinder.com/
Disco impegnativo, ma sobrio e ricco di sorprese da scoprire molto, molto lentamente, questo dei Tv Lumière. I quattro propongono un rock cupo e raffinato, di forte impatto emotivo, conducendo l’ascoltatore per atmosfere dilatate, amniotiche e opprimenti, eppure vive e vibranti, immerse in soluzioni assimilabili al primo (e migliore) post rock (quello che pensa ancora ai padri fondatori Slint) _ il tutto - una volta tanto - rielaborato in modo capace ed emozionante anziché semplicemente soporifero… Con un po’ di familiarità riaffiorano mille altre sfaccettature: fotografie darkwave primissimi Diaframma, nei testi innanzitutto, ma anche in diverse delle soluzioni strumentali _ comunque rivissute a debita distanza, ombre di Swans, noise sospeso e lievemente inquietante (rifinito dalla chitarra molto creativa ed intelligente di Ferruccio Persichini,) cui fanno seguito esplosioni improvvise da infarto. Elegia (nel bene e nel male) di memoria C.S.I. , che tornano alla mente anche per il cantato sommesso di Federico Persichini, a volte davvero toccante, come altrettanto rimarchevoli sono le parti intonate dalla bassista Irene Antonelli. Buona la coesione stilistica e strumentale dei musicisti e per una volta, poi, mi sembra il caso di ritornare sui testi, davvero belli, e che ridanno un po’ di fiducia sull’efficacia della lingua italiana, quando le liriche valgono qualcosa e soprattutto se riescono ad amalgamarsi davvero con le musiche senza presentarsi ibride nel risultato. Quelle dei TVL riescono a mettere a fuoco un universo personale di riferimenti e suggestioni in un intenso bianco e nero, anche grazie a voci trattate finalmente bene in fase di missaggio, credibili, e mille volte meglio di tante banalità incomprensibili (anche di quelle purtroppo comprensibili, ovviamente …). Per quanto davvero (troppo) alto il minutaggio complessivo, mi risulta comunque difficile la scelta di singoli brani a rappresentare l’intero lavoro… Su tutte sono da citare almeno l’iniziale “Alto tradimento”, appassionata e quasi straziante per le immagini evocate, lo spleen trattenuto nella chiusa “D’improvviso”, “Elegia”, lenta e armoniosa e con quel crescendo di ti aspetterò ogni notte che non lascia scampo. E ancora, “Ritratti (e giochi d’infanzia)” o la cantilena francese de “I gatti” che mi riporta (troppo facile…) al noir d’autore del maestro François Cambuzat. Produce abilmente e con buon gusto l’altro Cambuzat, Amaury degli Ulan Bator.
Antonio Olivieri, 2 aprile 2oo5
TV Lumière - "TV Lumière" (tele_noise art/venus 2005), da www.kathodik.it - 8.10.2006
Italia-Francia
ancora una volta: ma invece che di un terreno di gioco dovremo parlare di testi,
cantati nell’una o nell’altra lingua o con sapiente incastro delle
due, e di un connubio musicale. Un amalgama che nasconde il segreto della presenza
alla regia degli Ulan Bator nella figura di Amaury Cambuzat (e scoprirlo è
come svelare una immediata sensazione iniziale). Si parla dei Tv Lumière,
capitanati dai fratelli di origine umbra Persichini, e di un album editato nel
passato 2005.
I Tv Lumière giocano a pesare ogni singola nota, ma a voler suonare iterativamente
e ossessivamente la stessa canzone. La contrapposizione di un disco che non
cambia mai registro, ma dove a cambiare semmai sono i dettagli: l’appendice
post rock completamente strumentale di Figure, il signorile signore con cui
è introdotto il protagonista di El mar.
Mai un respiro rassicurante, semmai squarci di chitarre ferrose, mai fuori da
quell’atmosfera cupa e triste. Molto vicini ai Velma in questo o agli
Swans di “White light from the mouth of infinity”.
Recensore: Emanuele
Carbini
Voto: ***/
TV Lumière - "tv lumière", RUMORE # 159 / Aprile 2005 - *** -
Canovacci gotici intessuti di spleen e rabbia. Tinte cupe in una penombra erettile. Testi crepuscolari, basso greve, ipnotico, batteria essenziale, sonorità plumbee che esplodono in improvvise deflagrazioni noise (quadrato concentrico e mai dispersivo)... Ulan Bator, Enfance Rouge, Swans, Sonic Youth, Current 93, Joy Division, Diaframma. TV Lumière, umbri avvezzi all'oscurità (visti già dal vivo con Trumans Water, Ulan Bator, Calla, Three Second Kiss) prodotti non a caso da Amaury Cambuzat (voce chitarra e fondatore degli Ulan Bator medesimi). Alto Tradimento incendia l'ascolto di chitarre intrecciate armonicamente in un feedback coerente. Riflesso riverbera i Sonic Youth di DaydreamNation, Ritratti (e giochi d'infanzia) sembra scritta da Egle dei Massimo Volume e Elegia rilegge post mortem Psychocandy dei Jesus & Mary Chain. Compongono al buio rischiarati dal fioco chiarore di una televisione mal sintonizzata. Mentre Fiumani si compiace dei suoi figli nella camera accanto...
Domenico Mungo
TV Lumière - "tv lumière", da www.passionealternativa.com - maggio 2005
La correlazione fra l'ignoto e il benessere isolato, il distaccamento fra qualsiasi altra visione sonora e il peccato originale di un asimmetrico parallelo, la distanza inoltrata fra oscurità e il perbenismo, miserazione e rabbia ponderata, luci e ombre di un contesto incontestabile, creato da una mente diversamente geniale, che allarga la propria immaginazione sterile, attraverso formulazioni fertili, fatte di gioia negativa, e danneggiamenti psicologici. Colorazioni irrazionali, vicine come non mai a delle scaglie di rendimento annerito, di sfumature non del tutto laceranti, colorazioni unicamente selettive, lungamente in contrasto con la propria volontà di agire e riflettere, di ricercare e dividere, di modificare e rileggere. Nascere da un sospiro ideologico che narra di non vendette e di non speranze, nascere da un'invenzione facoltosamente perpetua, ricca di emozioni e di ornamenti gradevoli e spettrali, nascere e morire, vivere e sperare. Con un lieve incremento dal punto di vista sonoro di un Ulan Bator, Amaury Cambuzat, i TV Lumiere, propongono per la prima volta, almeno dal punto di vista ufficiale, la loro musica attraverso un freddo e angusto disco, attraverso una privazione che odora di maturazione, e deterge in massimale verità insoluta. Coetanei di una generazione allo sbando settoriale, movimenti di un alterata movimentazione insolente, determinazioni di un passionale indebolimento statico, puramente dovuto, essenzialmente redatto. Omonimia e benessere, sfumature in bianco e nero di una essenziale constatazione interiore, omonimia e danneggiamento, uniche verità di un contesto che stupisce per prodigio e ferimento, zone puramente casuali di un incontestabile trascuratezza sonora. Ai limiti di un compromesso mai stabilito, e forse mai pensato, la musica delirante di questa band alla sbando innovativo, si pone su delle basi vagamente dark, con qualche assioma perpendicolare di rock sfregiato dall'indurimento classico, reo di saper evidenziare in gran modo i pregi e i difetti di un esagerazione populista. Inspiegabile noise da contrabbando sociale, vittima forse troppo spesso della sua poca bellezza stilistica, deviata in assenza di qualsiasi riluttanza, dalle enormità di un appellativo non sempre declinabile al sospir mortale. Esordio a sorpresa, esordio che parla di rara trascuratezza voluta, e affascinanti determinazioni sperimentali, esordio con effetto morfologico, con determinazione incompleta, esordio con il brivido del nulla, con la selettività della freschezza.
Voto:8
a cura di Eugenio Nesci
TV Lumière, "TV Lumière" - 24 septembre 2007 da MZ-WEBZINE (France)- chroniques
Ce groupe italien formé depuis 2001 a sorti ce premier album il y a (déjà) 2 ans, oui je sais on est plus trop dans le vent mais que voulez vous … c'est donc un peu honteux que je vais vous parler de l'actualité (éventée) de TV Lumière. Ce groupe officie dans le post rock comme Swans ou Ulan Bator avec le côté bruitiste de Sonic Youth. Les atmosphères sont lourdes et sombres, la voix grave de Federico Persichini ajoute à leur musique cette pesanteur déjà omniprésente. D'ailleurs en parlant du chant, j'avais un peu de mal avec l'italien depuis Eros Ramazzoti, mais là ça passe tout seul. Le moins que l'on puisse dire, c'est que TV Lumière nous offre un album de mélodies et c'est là le hic … c'est que ça manque un poil d'énergie. L'ensemble est assez linéaire et très éthéré et il m'arrive de décrocher par moment.
par Yom
TV Lumière - Insomnie Noir Mon Amour - Fuaié n. 15 Marzo 2006
Un'ambasciatrice verace del sound crepuscolare e raffinato. La band di Calvi dell'Umbria definisce la propria musica "rumorismo poetico visionario oscuro". Un mix scientifico di vibrazioni darkwave e di luminazioni plumbee care a Lord Valve Brain, al secolo Brian Eno.
I TV Lumière, è una di quelle formazioni sonore che affascinano, oltre che per la padronanza dell'esecuzione, perchè portano avanti con ferma "osservanza" il loro modo di intendere e fabbricare la musica.
La struttura del gruppo è solida e ben incastonata, la fusione tra liriche e atmosfere fanno parte di un disegno concentrico che fa perdere e ritrovare, in un susseguirsi di emozioni e suggestioni , un incubo benevole che ti fa star bene dal quale non vorresti mai divorziare.
I TV Lumière, musicisti della notte, vedono la partecipazione attiva in questo album del grande Amaury Cambuzat, chitarrista e fondatore degli Ulan Bator.
Domanda n.1: quante volte tornando a casa la notte avete pensato: non voglio dormire, vorrei che la notte non finisse mai, divoro l'intero frigo e ho bisogno di buio, candele accese a fare un viaggio interiore minimalista ai bordi delle penombre opache dei sogni vigili? A) sempre, B) sempre, C) sempre. Domanda n. 2: quante volte tornando a casa la notte avete pensato: dormire è perdere un quarto di vita, voglio vivere appieno ogni istante dell'esistenza, il colore nero è il colore base di ogni arcobaleno individuale? A) sempre B) sempre C) sempre. Il profilo che ne esce delinea una predisposizione al mistero, all'introspezione, al dinamismo vitale dell'oscurità. Bene, se questo è il vostro quid non c'è alcun problema, basta poco per mettere in pratica tutto ciò: munirsi di una candela, spegnere qualsiasi fonte di luce e fare un clic per accendere la messa in onda delle trasmissioni in fluidofrequenza dei TV Lumière. E buon viaggio. Sì, perchè è davvero un gran bel viaggio quello con la band di Calvi dell'Umbria, verace ambasciatrice del sound crepuscolare, raffinato neropetrolio di rumors che inizia a vivere dove gli altri abdicano. L'album omonimo immola "Alto Tradimento" sull'altare sacrificale del Dio sole, e lo fa con grande spargimento di clangori industriali, atonici, robotici, recalcitranti, che inondano di scintille metalliche come di enormi smerigliatrici passate sulle corde di acciaio della chitarra elettrica che stoppano all'improvviso per far entrare un giro di basso/chitarra molto lento, seducente che introduce "I Gatti (part. 1)", piece cantata in francese e italiano, enigmaticamente minimalista, elegantemente servita come una prosa di Raymond Carver, che immette nell'aria un fluido denso e maudit che secca immediatamente a contatto con "13:66 Ahimè", terza track, che entra abrasiva dal sub-woofer, vento gelido che si insinua tra le fessure con il suo mutismo lirico e claustrofobico. E' una traccia evocativa di rimembranze dai noises inquietanti, dottamente eseguita dalla band, con un background che sa di esoterico, di antiche forme immateriali fluttuanti nei chiostri gotici di Notre Dame, delle urla di battaglia afone dei cavalieri Rosacroce, immagini e battiti chiusi nell'enclave del nero di seppia dei Diaframma e del blu notte dei primitivi vagiti dei Sonic Youth. I TV Lumière, è una di quelle formazioni sonore che affascinano, oltre che per la padronanza dell'esecuzione, perchè portano avanti con ferma "osservanza" il loro modo di intendere e fabbricare la musica, una musica certo non di facile fruibilità consumistica usa e getta, ma un mondo a parte, per intenditori e "collezionisti puristi di viatici bui", che amano lo stridente schème out inflessibile della band, un mix propedeuticamente scientifico di good vibrations darkwave, sperimentazione, noise post-rock, e di quelle luminazioni plumbee setacciate a mellotron e VC7 tanto care a un allora protoandrogino Lord Valve Brain, al secolo Brian Eno. "El Mar" compare in sordina, strascicata con risonanze di segmenti di ferro e ferraglie abbandonate su spiagge di altri pianeti e strida di gabbiani, una cantilena assuefatta, sickness di Depressioni Caspiche, che trova il suo passpartout in un urlo soffocato per riprendere leggermente vigore in "Riflesso", cadenzata e pennellata di melanconia black, intrisa di pessimismo e giri di chitarra caustici e maledetti, dove si assaggiano retrospettiva di Marlene Kuntz. E' come immergersi in una palude fumosa e umida, spettrale e intima nello stesso tempo, dove girovagando trovi solo te e la tua ombra che scivola fino al ginocchio nel fango di "Scena Madre", un lounge trip strumentale che ti estranea e ghiaccia il sudore e paralizza quelle rare gocce di rugiada sulle ancor più rare foglie di alberi rinsecchiti e coriacei, abbandonati al loro destino da una perenne eclissi dark di sole. Un tenace drumming ci porta in "Figure", short e incisivamente zen con un riverbero combattuto tra amplificatore e guitar, un sibilo meccanico che va a contrastare con "Ritratti(e giochi d'infanzia)", un giro a bolero noir e cantata a bassa voce, una timidezza da penombra, lontanissime ombre cinesi della memoria dei Joy Division, Swans. I TV Lumière, musicisti della notte, vedono la partecipazione attiva in questo album del grande Amaury Cambuzat, chitarrista e fondatore degli Ulan Bator e si portano a bagaglio, un bagaglio di grande pregio, esibizioni live accanto agli americani Trumans Water, Calla, Three Second Kiss, e ricevono l'ambito premio della critica all'Ephebia Rock Festival di Terni. Un album da "meditazione"? Certamente, una meditazione catartica, un lasciarsi trasportare divinamente sulle onde soniche decadence degli anni '80, guidati dalla mano sapiente di questa band nata nel 2000 e che definisce la propria musica "rumorismo poetico visionario oscuro". "I Gatti (part. 3)", non dissimile dalla parte prima, apre la porta alla stupenda "Elegia", ahimè troppo corta e sfuggente, una ciliegia sulla torta che i TV Lumière ci regalano a fine pasto, un pasto nudo Ginsbergariano, freddo di prima forchettata, ma diabolicamente rovente e di buon gusto a fine scarpetta: un'elegia che fa sobbalzare al sentirla, dove gli strumenti al completo si toccano e si distaccano, un gioco senza tempo, una lirica quasi rituale, una laica Missa Major con tutti i fulgori arcani del Consorzio Suonatori Indipendenti e del Pope Ferretti Giovanni Lindo. La struttura del gruppo è solida e ben incastonata, la fusione tra liriche e atmosfere fanno parte di un disegno concentrico che fa perdere e ritrovare, in un susseguirsi di emozioni e suggestioni, un incubo benevole che ti fa star bene dal quale non vorresti mai divorziare. Poi, è proprio il caso di dirlo, arriva "D'Improvviso", e con la sua calma apparente iniziale, con la complessità di distorsioni, effetti, pedaliere, riverberi ed echi sparati a palla, tira l'ultimo brandello di sipario che divide noi da "loro", che rientrano come fuggitivi tra rassicuranti pareti color fuliggine dell'oscurità. Domanda: dopo aver viaggiato nell'ignoto darknoise dei TV Lumière, vorresti scendere per risalire immediatamente su questo vagone e ricominciare tutto dall'inizio? Comprereste altre candele, magari anche ceri pasquali per una maggiore durata di fiamma? Fareste, se fosse possibile, durare la notte per almeno 6 mesi come abitudinari cittadini del Circolo Polare Artico? A) che domande!, B) che domande!, C) che domande! Certo sono domande da non fare, perchè le risposte vengono da sé e a questo punto non resta che aspettare il prossimo lavoro della band, cercando nel frattempo tra la giungla delle promozioni oniriche, l'abbonamento fedeltà alle trasmissioni della band catodica in chiaro/scuro dei TV Lumière. E l'etere ti ubriacherà di spasmodica confidenza con le ombre.
di Massimo Sannella
TV Lumière, "tv lumière" - Nerds Attack Musica Roma Underground - 18.02.2006
Spleen d'avanguardia
Le visioni vespertine degli umbri TV Lumiere sono attimi di "Langeur" a tinte tenui. Un latente cupio dissolvi che potremmo dannunzianamente racchiudere come "il verso è tutto". Non solo. Non proprio. Nell'album d'esordio, prodotto e in alcune parti suonato, dall'amico Amaury Cambuzat (Ulan Bator) anche la musica fa parte di quel "tutto". E' il mondo ombroso, concettuale, allentato dei fratelli Persichini. Lunghe ed intricate elucubrazioni che a tratti deragliano in svisate soniche, fragorose, a ricordarci quale sacro monolite abbiano tradotto i Sonic Youth e quale altro abbiano invece descritto i Swans. Undici tracce da percepire. Traducendo i sussurri di Irene Antonelli ("Riflesso"), l'alta ispirazione lirica che sprigiona solco dopo solco ("Ritratti"), la trasmutazione francofona ("I Gatti") e la vena wave (directory dark) ispirata agli spartiti firmati Fiumani e Ferretti. "TV Lumiere" è un'opera multiforme, evoluta, toccante. Importante. Da possedere.
Emanuele
Tamagnini
I TV lumière danno alle stampe il loro debut album affidandosi alla sapiente guida di Amaury Cambuzat, leader degli indomiti Ulan Bator. Questa scelta basta da sola a capire “da che parte stanno”, musicalmente parlando, i TV Lumière: il loro suono evidentemente contiguo a quello del loro mentore, può con qualche difficoltà essere affine a certe geometrie post-rock, riverberate attorno alle chitarre, a volte suadenti a volte acuminate, di Ferruccio e Federico Persichini, e disegnate in un bianco/e/nero con un tocco di oscuro decadentismo. Nonostante la ruvida tela scelta per pitturare la propria idea di musica, i TV lumière, riescono a dipingere soggetti fortemente desiderosi di rimanere stampati, nitidamente, nella memoria dell’ascoltatore. E della cifra stilistica ce ne accorgiamo subito, sin dall’apertura di Alto tradimento e ancora di più in 13.66 ahimè in cui interviene lo stesso Cambuzat al violino. Ma il meglio deve ancora arrivare e così in episodi come El mar, sommessamente ma inesorabilmente (nei suoi quasi nove minuti), ma anche in Elegia e in Riflesso, si fa largo l’essenza e il vero potenziale creativo della band che, attraverso dilatazioni quasi minimaliste e recrudescenze soniche, firma il suo vero manifesto. Un manifesto che, in parte, pare fare da eco e da coda a vecchi discorsi ipotizzati dai CSI (per rimanere in tema italico) e mai fino a fondo approfonditi. Anche il Mogwai/sound del crepuscolare album Come on die young, trova un rimando di luce nell’altro lungo brano Scena madre e in Ritratti, in cui emergono degli arrangiamenti più “puliti” rispetto ad altri momenti del disco. A mio avviso la fase più personale del lavoro, in cui viene a galla tutta l’anima dei TV lumière coincide con l’ultima meravigliosa traccia D’improvviso, in perfetto equilibrio tra melodia e dissonanza. Anche il cantato finalmente appare perfettamente “in focus”: scrivo questo poiché forse l’unico punto debole del cd è proprio l’uso che viene fatto delle voci, relegate ad un sussurro molto introspettivo e profondo che non da un vero valore aggiunto alla densa trama sonora già esistente. Sono certo che la formazione saprà mettere in essere ulteriori aggiustamenti della rotta: quello che oggi abbiamo in mano e nelle orecchie è comunque molto di più di una semplice dichiarazione di intenti. www.tvlumiere.it
Stefano Fausti
TV Lumière - "tv lumière" da BEAUTIFUL FREAKS # 18 / Primavera 2005
I Diaframma hanno finalmente trovato dei degni eredi? Ad ascoltare questo lavoro dei ternani TV Lumière sembra che la speranza sia tutt’altro che vana… Il gruppo si dimostra sicuro e preparato nella stesura dei brani e le atmosfere che emergono dall’ascolto del cd lasciano spazio ora a momenti di noise-rock (mai troppo “deviato” però) e atmosfere dark. Dovendo trovare un aggettivo che definisca la musica dei TV Lumière, crepuscolare sembra quello che possa calzare meglio. Difatti le atmosfere del disco lasciano sempre spazio a toni cupi, ritmiche essenziali e volutamente monocorde, testi in linea con l’atmosfera sonora… Un cd che riesce ad evocare nell’ascoltatore un mare di sensazioni e di visioni… una band splendida, sicuramente da segnare sul taccuino e che ci sentiamo di consigliare caldamente a tutti quanti.
(a.p.) - http://www.beautifulfreaks.org
TV Lumière - "TV Lumière" , 17.03.2005 da Noize Italia
Un album notturno ed oscuro, raffinato e ammaliante, disturbante e straniante. Tutto questo in un semplice dischetto firmato dai Tv Lumière, band umbra che sa come colpire al cuore l'ascoltatore con una proposta che può non piacere ma non contempla la possibilità di non attirare attenzione.
Registrato con la supervisione di Amaury Cambuzat degli Ulan Bator (che partecipa "attivamente" anche in alcuni pezzi) "Tv Lumière" si muove su binari che smuovono atmosfere dark e soffuse con squarci elettrici di matrice noise (come lo possono essere, in un certo senso, alcune cose dei Sonic Youth) e una tensione di fondo creata anche grazie a parti vocali drammatiche e piene di pathos, quasi recitate a volte, ricche di umori diversi che riportano a quanto fatto anni fa dai Massimo Volume.
Vederli dal vivo, con la giusta atmosfera, potrebbe riservare emozioni davvero uniche. In alternativa un ascolto notturno e "meditativo" lascia un feeling tutto particolare.
TV Lumière, "tv lumière" - 05.06.2005 da www.rokambula.com
TV LUMIERE - "tv
lumière"
etichetta : tele_noise art - venus
voto : 3/5
Atmosfere dark
condite da implacabili ma delicate chitarre che scivolano alla maniera dei migliori
Sonic Youth, linee vocali che tanto per espressività quanto per enigmaticità
costituiscono un'ideale e riuscita sintesi tra il Ferretti ed il Godano negli
anni della maggiore ispirazione, uno stile che in generale vive di un sottile
intreccio tra noise, post rock ed il più maturo indie a cavallo tra anni
'80 e '90... Questa, in breve, una prima lettura dell'omonimo lavoro (distribuito
da Venus) presentato dai Tv Lumière, formazione avviata nel '99 dai fratelli
Persichini e che ad oggi vanta un'intensa attività live in tutta la penisola
accanto a nomi come Ulan Bator, Three second kiss, Diaframma...
"Tv Lumière" colpisce, oltre che per le suddette caratteristiche,
per una densa e compiutà sensazione di maturità, il disco scorre
su di un coerente filo espressivo, e se da un lato ciò non può
non essere frutto di un'indubbia ispirazione e di un evidente affiatamento,
dall'altro è altrettanto evidente il contributo che l'ottima registrazione
rende alla vena creativa del gruppo. Suoni e dinamiche ipnotiche perfettamente
rese in studio che sembrano cavalcare tanto "Bad moon rising" quanto
"Washing machine", echi lontani ma anche voci bisbigliate nell'orecchio
dell'ascoltatore, una sezione ritmica cadenzata e ossessiva che tiene unite
le fila della melodia, nel breve spazio di silenzio che intercorre tra una traccia
e l'altra si ha quasi la sensazione di trattenere il respiro per poi riprenderlo
al tempo di quel lieve sussulto che anima l'intero disco... Insomma, se siete
amanti od anche ascoltatori occasionali di quel filone del rock nostrano che
dagli anni '80 ad oggi ci ha regalato gruppi come Diaframma, CSI, Marlene Kuntz
e molti, moltissimi altri, allora "Tv Lumière" merita di diritto
uno spazio nel vostro lettore cd, da ascoltare!
Claudio Radiazioni Positive
TV LUMIERE s/t (www.tvlumiere.it) chroniques - http://merrygoround.free.fr
Dans ma chapelle furieuse, des souvenirs d’amours scratchés butent contre l’asphalte de ma chair. Aux heures droguées du petit matin, tes larmes brûlent ma bouche, tes mains tremblent sous l’électricité blanche des néons. Des échos de tôles froissées, ferrailles de bagnoles, et les barreaux qui sonnent comme du cristal. Des débris de verre au sol. Un lustre agonisant au plafond. Des guitares élimées, incisives dessinent sur les murs dépareillés de sombres balançoires. Tourbillons. Tourments. Alto Tradimento en ouverture et son électricité rétive. Le tourniquet de l’innocence s’est brisé. Reste un sentiment amer dans les dents. Sentir monter en soi le souvenir cutané d’une vie éclatée à la barre mine, dont le reflet vénéneux n’en finit de venir gonfler ces veines. Entre tension constante et apaisement poisseux, la musique de Tv Lumière ne connaît pas la tiédeur. Béton brut et lumière blanche en pleine face. Croise parfois la fulgurance.
Gaylor Olivier - merry.go.round (France)
TV LUMIERE "s/t" (autoproduction) da www.positiverage.com (France)- chroniques
Post-rock assez étrange, parfois noisy, originaire d'Italie (chant en italien), et produit il me semble par Amaury de Ulan Bator. Il y a de bonnes idées dans l'ensemble, même si l'album n'est pas une tuerie en soit. Mais ça a le mérite de sortir des schéma classiques du genre.
TV Lumière / tv lumière - 04.04.2005 da Sonik Musik - Recensione
TV LUMIERE - "tv
lumière"
Etichetta: Tele noise art
Distribuzione : Venus
Da Terni ecco i Tv Lumière, autori di undici tracce in puro e tetro stile DarkRock. Registrato al Nexus di Terni e Saiappave Studio da Amaury Cambuzat degli Ulan Bator e Marco Gaudesi e mixato sempre al Saiappave Studio di Mezzago (MI) da Amaury Cambuzat, quest'ultimo presente anche come musicista in alcuni brani. Sonorita' cupe e tetre, con atmosfere tipicamente Dark e soffuse, ipnotiche, surreali, con chitarre a volte frastornanti al limite del NoiseRock segnano la linea musicale del cd. Le atmosfere create dalla band danno quel senso di un quasi estraneamento dalla realta', ed assieme a melodie e liriche poeticamente perfette fanno di questo cd un lavoro veramente interessante. Le cose migliori si possono ascoltare in "I gatti", dove il lavoro musicale crea un'atmosfera veramente coinvolgente, mentre in "13:66 Ahimè" e "Riflesso" troviamo sonorita' piu' Noise e la ricercatezza di quel 'non so che' di strano! Buone anche "Scena Madre" e "Ritratti (e giochi d'infanzia)" e "D'Improvviso", forse il pezzo piu' normale della band! In conclusione devo ammettere che sono rimasto sorpreso dalle atmosfere create dai Tv Lumière, essendo un campo difficile quello del DarkRock da praticare, con il rischio di cadere nelle facili trappole della poco originalita'. Invece questi ragazzi hanno avuto la capacita' di creare un sound tutto loro, forse non condivisibile da tutti, ma sicuramente entusiasmante per gli amanti del genere.
A cura di Loris Camozzato http://www.sonikmusik.com/
11 mar 2005 – 5.55 PM TV Lumière s/t (11tx - cd, 58’51’’ self-prod. ’05)
Piuttosto caotici i TV Lumière nell’aprire questo disco, volumi alti sulle distorsioni, due accordi, pause e poi un’altra carica a creare l’onda d’impatto. Una sorta di atmosfera sospirata, contemplativa/poetica e dolorante si crogiola tutte le tracce, in una cornice nera, come l’artwork spartano del cd. – Produzione curata da Amaury Cambuzat (Ulan Bator, Enfants Rouges, anche agli strumenti su parte delle tracce), l’album miscela arpeggi chorus wave anni ’80 a saturazioni quasi post-punk (la carica strumentale D’Improvviso). – Su Ritratti e giochi d’infanzia sviluppano una buona idea di tensione lirica, come anche con la cantilena francese de I Gatti (L’amour, mon amour, qui ne vit plus dans moi, canta Federico Persichini, quasi scuola “dark” Diaframma nel cantato in tono sommesso), divisa in due parti, accompagnato alla seconda voce dalla bassista Irene Antonelli.
TV Lumière - s/t (11tx - cd, 58’51’’ self-prod. ’05)
Somewhat chaotic, Italian TV Lumière play first track, high volumes on distorsions, two chords, a quiet stop, and then a new load to form an impact wave. Sort of atmosphere of whispers, contemplate/poetic and suffering, all building a gloomy/black mood over tracks, like spartan cd artwork. A production cared by Amaury Cambuzat (Ulan Bator, Enfants Rouges, playing several instruments too on some titles), this album blends chorus effected 80’s new wave guitar riffs to half postpunk saturation (instrumental load of D’improvviso). On Ritratti egiochi d’infanzia kids create a fairly good lyric tension idea, like with french lullaby of I Gatti (L’amour, mon amour qui ne vit plus dans moi, sings Federico Persichini, - vocals memories of Italian Diaframma), divided in two suites, with satin female background vocals of bass player Irene Antonelli.
Komakino – www.inkoma.com
TV Lumière - "tv lumière", settembre 2005 da FUORI DAL MUCCHIO n°4
TV LUMIÈRE
Tv lumière
Tele Noise Art/Venus
Gli umbri Tv Lumière sono nati nel 1999 dall’amore per gruppi come Swans, Sonic Youth e Ulan Bator. In questo debutto omonimo, registrato un paio di anni fa proprio con l’aiuto di Amaury Cambuzat degli Ulan Bator - che produce, mixa e interviene di tanto in tanto mettendoci chitarre, piano e violino - la genesi del progetto è piuttosto evidente. Ma anziché limitarsi ad approfondire il lato più squisitamente sonico delle proprie influenze, il quartetto ( i fratelli Federico e Ferruccio Persichini, chitarristi e cantanti, Irene Antonelli al basso e alla voce, Yuri Rosi dietro ai tamburi) cerca di trovare una via noir al genere, attraverso parti vocali che evocano scenari crepuscolari e decadenti, lavorando sul formato canzone più che sui suoni, che sono comunque curati con grande perizia. Un tentativo apprezzabile, soprattutto in pezzi come “I gatti (parte 1)”, convincente nonostante il forte ascendente degli Ulan Bator, e la darkeggiante “Riflesso”, quasi una via di mezzo tra i CSI e gli Swans. Tuttavia va detto che gli spazi di crescita sono ancora piuttosto ampi, e non sempre i brani sono alimentati da una sufficiente tensione. Il gruppo è comunque meritevole di attenzione, e ci sono tutti i presupposti affinché si possa assistere alla costruzione di un vocabolario più personale (www.tvlumiere.it).
Alessandro Besselva Averame
TV
LUMIERE - Tv Lumière da Rock-ON.it - ***/ - www.rockon.it
Partiti dall’idea di onorare e “omaggiare” le intense melodie
distorte della Gioventù Sonica, esordiscono, dopo diversi anni d’attività,
i Tv Lumière che, “appoggiandosi sulle spalle” di Amaury
Cambuzat (Ulan Bator), pubblicano il loro primo, omonimo, lavoro discografico.
Immersa in atmosfere dark, la band dei fratelli Persichini non riesce (o forse
non vuole?) a distaccarsi dal noise deviato dei Sonic Youth, “compromettendo”,
seppure parzialmente, il giudizio di chi, come me, ama quelle devastanti, veloci,
dilatazioni.
Cerco protezione
aggrappandomi al lungo corpo di Moore per ignorare le evidenti influenze musicali
dei Tv Lumière; isolandomi, cerco riparo dai “dolorosi”,
infiniti, feedback che decorano l’intero debutto discografico del quartetto
umbro (due chitarre, un basso e una batteria). Infranto da codesta “strafottenza”,
capisco, solo dopo aver versato fiumi di lacrime, che la band tocca, forse inconsapevolmente,
gli anni ’80 dei Joy Division e gli anni ’90 dei Sonic Youth e degli
Swans.
Tendenzialmente vicini alla Gioventù Sonica dei vari “Thosuand
Leaves” (notare quei ripetuti cambiamenti di velocità presenti
nella strumentale “Scena Madre”) e “Washing Machine”
(in particolar modo “The Diamond Sea”), la band pubblica un album
che, pur non sfavillando d’originalità, risulta toccante, maestoso,
incredibilmente magico (sarà per colpa dei testi?).
I Tv Lumière esordiscono, dunque, positivamente nel mercato discografico (ah proposito, il disco è pubblicato dalla Tele_Noise Art), esordiscono proponendo un lavoro compatto, curato e stilisticamente quasi perfetto.
Francesco Diodati, 29 aprile 2005
TV
Lumière/TV Lumière – da Giardini
Sonori - cinque stelle
ALTO TRADIMENTO
Durante la lenta discesa vedevo,
Bambine in camice bianco giocare,
Con bambole avvolte in teneri abbracci,
In cerchio, altalena, educanda severa.
Guardai quella scena d'estate in campagna,
La bici, la giacca, il berretto, i libri,
Il treno, il fischio, straniere le grida,
Ne scesero amici con armi.
Trame oscure intrecciate di malinconia e rabbia, tinte fosche in cui lasciarsi
affogare, attimi fugaci da conservare che si dissolvono timidamente...
...Tutto questo e ben altro è palesato dall’ascolto di questo album dei Tv Lumiere,
band proveniente dall’Umbria, dal degno passato (gruppo-spalla per Trumans Water,
Ulan Bator, Calla, Three Second Kiss) e dal più che degno presente, visto che
proprio l’album in questione ha come produzione artistica Amaury Cambuzat (voce
chitarra e fondatore degli Ulan Bator!!!)
Il suono del gruppo è una commistione di noise (non slabbrato ma piuttosto melodico)
e atmosfere dark.
Alto Tradimento forse non a caso è il brano d’apertura dove si è catapultati
in un vortice d’emozioni che incendia l’ascolto, con le chitarre in primo piano
ma intrecciate in fase armonica con tutti gli strumenti... proprio un buon inizio.
E gli episodi positivi non mancano nell’album. spiccano fra tutte infatti Riflesso
canzone dall’appeal dei Sonic Youth di DaydreanNation, Ritratti (e giochi d’infanzia)
che ricorda le trame di chitarra intessute da Egle dei Massimo Volume e Elegia
dal clima agrodolce alla Psychocandy dei Jesus & Mary Chain per intenderci.
Veramente una buona uscita sicuramente da tenere d’occhio.
Lele - www.giardinisonori.net
TV Lumière/TV Lumière - Sul Palco
Era dai tempi di "Altrove" dei Diaframma che non ascoltavo un dark italiano più dark italiano di quello dei ternani TV Lumiere. E i riferimenti a Federico Fiumani non finiscono qui. Federico Persichini ha infatti timbriche gravi, assai vicine a quelle con cui Fiumani si è cimentato in alcuni episodi di "Scenari immaginari". Testi crepuscolari, basso monocorde e ipnotico, batteria essenziale, sonorità spesso plumbee a cui fanno da contraltare improvvise deflagrazioni noise (e qui affiora la cura di Cambuzat) rendono questa vera e propria opera prima della band dei fratelli Persichini particolarmente interessante, punto di riferimento non trascurabile per gli amanti della scena. Aperture più lievi come il coro de "I Gatti (parte I)" aggiungono bellezza a un disco profondo e ricco di visioni, suggestioni ed emozioni.
Vanni (Staff SulPalco.com)
TV Lumière - TV Lumière - ROSA SELVAGGIA XXVIII
Interessante progetto umbro nato nel 2000 che definisce la propria musica "rumorismo poetico visionario oscuro". Aggiudicandosi diversi premi a livello nazionale (tra cui il premio della critica al concorso Ephebia Rock), il gruppo, dopo aver fatto da spalla agli americani Trumans Water e Calla, agli Ulan Bator, etc., tenta ora il salto. E i numeri ci sono: i quattro componenti sono tutti tecnicamente preparati, il suono è ispirato e mai banale, i rimandi non sono mai citazionistici. Delicata e suadente è la voce di Irene Antonelli (basso e voce), mentre quella di Federico Persichini ricorda invece Cristiano Godano (Marlene Kuntz). Le atmosfere, ipnotiche, soffuse ma contemporaneamente taglienti come vetri infranti, ricordano le sonorità claustrofobiche e "mancanti" dei Joy Division e dei primi Sonic Youth (Dirty). Consigliata la vertiginosa "Alto Tradimento", la decadente "Riflesso", l'acquatica "Scena Madre" e la vellutata "Elegia".
TANKS - www.rosaselvaggia.com
TV Lumière - "tv lumière", da www.mescalina.it - giugno 2005
I Tv Lumière
nascono nel 1999 da un’idea di due fratelli provenienti dalle terre umbre,
Federico e Ferruccio Persichini: cambi di formazione, tanta gavetta, tanti concerti
come band di supporto li hanno portati poi alla registrazione di diversi demo
e, finalmente, del loro omonimo debutto per la Tele_Noise Art con distribuzione
Venus.
Nietzsche troverebbe in questo disco un oggetto di studio per la sua teoria
dell’eterno ritorno: come i monti riflessi nel lago svizzero di Sils Maria,
anche “Tv Lumière” suggerisce un senso di ritorno costante,
in ogni canzone, in ogni accordo, in ogni nota. Si parte con “Alto Tradimento”,
piacevole se non fosse per la sua lunghezza esagerata che porta ben presto a
premere skip sullo stereo. Seguono, uno dopo l’altro, gli altri dieci
pezzi del disco: il problema della lunghezza e della ripetitività di
uno stesso motivo sino alle soglie della sopportazione è una pecca che
i Tv Lumière si portano dietro per tutto l’esordio. Vi sono canzoni
come “13.66 Ahimè” e “Riflesso”, la migliore,
che sanno farsi apprezzare più delle altre per un qualche spunto interessante:
che siano chitarre elettriche più decise o un maggior coraggio nella
sperimentazione, in questi due episodi il gruppo dimostra di avere delle buone
potenzialità, offuscate però da un’omogeneità sonora
che fa sorgere qualche dubbio sulla loro validità in fase creativa.
Ho letto da qualche parte un articolo che definisce la musica del gruppo “indie-ambient”:
la definizione mi sembra davvero azzeccata e la riprendo come sintesi del disco
di questi musicisti umbri che con l’indie, con qualche spunto rock, con
qualche spunto sperimentale (che riguarda anche la lingua: la monocorde “I
Gatti (parte 1)” è metà in francese metà in italiano)
hanno creato un disco buono da fruire come sottofondo musicale per riempire
un ambiente sofisticato...
Luca Meneghel
TV Lumière - "tv lumière", 12.4.2005 www.sonicbands.it
Atmosfere decadenti
avvolgono l’esordio discografico dei Tv Lumière.
Dark-post rock potrebbe essere una definizione azzeccata per sintetizzare le
11 tracce contenute in questo cd carico di intensità. Intrisa nel malinconico
post punk dei primissimi anni ’80, tra arpeggi soffusi e distorti dissonanti
(di matrice Sonic Youth), la band mostra una buona personalità e una
capacità non comune nell’arrangiamento. L’ottimo utilizzo
dinamico degli strumenti esalta l’oscurità ipnotica di certi passaggi
e la scelta dei suoni mostra una preparazione sopra la media. L’unica
croce può essere l’eccessiva prolissità di alcuni brani,
veramente troppo post-rock per i miei gusti, che, nonostante le abilità
sopra descritte, possono risultare noiosi nel complesso. Per citare le cose,
personalmente, migliori: “Elegia” (CCCP-C.S.I. come riferimento…),
la dissonante “Riflesso” e “13.66 Ahimè” vicina
alla produzione di Joy Division. Un buon punto di partenza…
Roberto Ferrari
TV Lumière - "tv lumière", da www.musicaoltranza.net - 03.03.2007
Su questo album dei TVLumiere, a dire il vero, non so più cosa dire; mi è piaciuto
talmente da averlo ascoltato per un'intera settimana pensando e ripensando ad
una recensione che, in questo momento, pare proprio non volerne sapere di uscirmi
... Fatto sta che è la malinconia che trasmettono questi ragazzi il punto focale
su cui vorrei fermarmi, anche perchè è l'elemento chiave che li ha "bloccati"
nel mio player per tutti questi giorni. Non so, poi, se dover fare paragoni
musicali con De Andrè, piuttosto che con i Marlene, i CCCP (fedelmente "richiamati"
dal cantato de "I Gatti", miglior prova dell'album) o chi altro; vi posso dire
che siamo a ridosso di un indie rock sano e genuino che si, ha molti riferimenti
ai grandi del passato, ma che, allo stesso tempo, sembra brillare di una luce
propria che, sicuramente, tornerà ad illuminarci coi suoi raggi .. speriamo
in fretta ..
di Matteo Trifirò
TV
Lumière, "Per Amor dell'Oceano" -
Intervista su "Il Corriere dell'Umbria"
Venerdì, 15.02.2008
Lunedì,
12.12.2005 -
TV Lumière, intervista
su www.rockit.it
Giovedì,
19.01.2006 -
Ulan Bator + TV Lumière @
Locanda Atlantide (Roma) - Live Review
Sabato,
25.02.2006 -
Calla + TV Lumière @
Circolo degli Artisti (Roma) - Live Reviews
Venerdì,
23.06.2006 -
TV Lumière, intervista su
"Il Giornale dell'Umbria"
| Ottobre 2005 | Sabato 8.10.2005 ore 23,00 - TV Lumière, intervista su Radio Galileo (97.400 FM) |
| Luglio 2005 | Giovedì 21.07.2005 - TV Lumière, intervista su Radio Città Futura (97.700 FM) |
| Maggio 2005 | |
| Aprile 2005 | |
| Gennaio 2005 | TV Lumière, Il Folletto 25603 @ Abbiategrasso (MI) 21/1/05 - Recensione live |
| Dicembre 2004 | |
| Novembre 2004 | Festival Radici Sonore - Grizzana Morandi (BO) 28/8/2004 - Recensione Live |
| Settembre 2004 | |
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